Sicurezza
«Rama, immobiliare che ha solo i debiti»
L’ex assessore ai trasporti Bovicelli: «Fino al 2005 bilanci in ordine, poi una serie di errori»
GROSSETO. Sergio Bovicelli, ex assessore ai trasporti della Provincia di Grosseto, aveva l’incarico con la presidenza Scheggi, fa alcune riflessioni sulla vicenda Rama. Sta a lui, stavolta, togliersi qualche sassolino dalle scarpe con un intervento così lungo da occupare un paio di pagine di giornale e che qui sintetizziamo.
Un immobiliare. «Sarebbe fin troppo facile _ scrive _ per noi di Rifondazione, e per me per il ruolo ricoperto in passato, dire che avevamo illustrato da molto tempo le condizioni finanziarie e gestionali della Rama Spa. Oggi emerge solo perché questi argomenti sono usati per le lotte interne a un partito. Che la Rama fosse indebitata per molti milioni di euro era noto sin da quando decise di cedere i trasporti per creare la Tiemme Spa, e trasformarsi in un’immobiliare; anzi, è stato determinato proprio da questa circostanza. Così la Rama è diventata un’immobiliare con zero dipendenti, senza asset industriale e che conserva solo i debiti, una società con il suo Cda e un presidente che percepiva e continua a ricevere una sostanziosa indennità, una società che per legge non poteva, e non può essere detenuta da soggetti pubblici».
Bilanci in ordine. Prima di questo evento la Rama Spa, spiega Bovicelli, aveva i propri bilanci in ordine e offriva un servizio dignitoso. «Altro che azienda non competitiva come si afferma. E l’esposizione verso le banche era normale per un’impresa industriale. La Rama nel 1997 aveva un disavanzo di 7,5 miliardi di lire, nel 1998 perdeva oltre un miliardo di lire, nel 2005 distribuiva dividendi, e da allora ha chiuso i bilanci in equilibrio. Ciò è stato possibile per il grande contributo dato dai lavoratori e da una gestione aziendale efficace e da un controllo pubblico rigoroso».
La Tiemme. Per dar vita alla, la Rama dovette liquidare il socio privato Taas, che deteneva il 43,94% del capitale: «Sono occorsi 4 milioni di euro, poiché il prezzo di stima fu stabilito in 5,5036 euro per azione. Ma questa era una valutazione relativa a un’azienda di trasporti, con la cessione dell’attività industriale le azioni che oggi sono in mano alla Provincia, ai Comuni, alle banche, alla Tiemme e Rama stesse, non valgono nemmeno un euro. Una parte di quelle azioni furono “auto acquistate” dalla Rama stessa, e fu autorizzata dal proprio Cda, operazione sulla cui validità, c’è da nutrire forti dubbi, infatti, la norma afferma che: “La società non può acquistare azioni proprie se non nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili” e la solita norma afferma che le azioni stesse devono essere ricollocate entro 18 mesi. Dovevano essere vendute: sono 227.124 azioni pari al 13,7394% del capitale sociale. La cifra totale spesa dalla Rama Spa fu di € 1.249.999,64, ma le amministrazioni pubbliche non le comprano».
Il bilancio adesso. L’attuale situazione della Rama si desume dall’ultimo bilancio approvato il 28 giugno 2013. «Basta riportare quanto dichiarato a verbale da Dindalini presidente della Tiemme: “è consapevole del forte indebitamento di Rama Spa e che la stessa Tiemme Spa, in qualità di socio, si è adoperata in questi mesi per chiedere al Cda di Rama azioni concrete per fronteggiare le difficoltà. Occorre che anche i soci facciano la loro parte: è necessario procedere, individuando tempi certi per l’alienazione degli immobili oppure delle partecipazioni azionarie di Rama Spa”. Sull’ipotesi prospettata dal sindaco di Grosseto di trasformare Rama in una società patrimoniale, dichiara che la Tiemme Spa non sarebbe interessata e quindi la propria partecipazione (€ 2.100.008) dovrebbe essere acquistata da altri soci o comunque liquidata». Merita attenzione – dice ancora Bovicelli – la relazione al bilancio tenuta da Paolo Menichetti, direttore amministrativo di Tiemme Spa «Il quale, prima di descrivere le condizioni del bilancio di Rama Spa, s’intrattiene a lungo sulla situazione di Tiemme e a proposito della futura gara del Tpl: “Per avere probabilità di successo nell’aggiudicazione della gara e poter fronteggiare la possibile offerta fatta da un competitor unico non è assolutamente sufficiente una normale manutenzione ai livelli di organico e di produttività ma sono necessari interventi molto pesanti di ristrutturazione che potrebbero portare a grossi conflitti di carattere sociale con i sindacati”. Rispetto al parco mezzi, sempre Menichetti dichiara una situazione diversa da quella descritta da Simiani: “È utile evidenziare come Tiemme si confermi l’azienda toscana che ha effettuato negli ultimi 30 mesi, il maggior volume di investimenti in sostituzione del proprio parco mezzi: oltre 7 milioni di euro. Tuttavia, questo è servito solo a limitare il peggioramento del parco mezzi aziendale su livelli di anzianità media simili con quelli degli esercizi precedenti, cioè intorno agli 11,5 anni.Quasi il 60% dei mezzi in circolazione della Tiemme hanno ancora motorizzazioni ante euro 3”».
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