Il Tirreno

Grosseto

«Falchi contro storni? Meglio un aquilone»

«Falchi contro storni? Meglio un aquilone»

Il Wwf all’attacco dei metodi comunali per scacciare la presenza di migliaia di volatili dai cieli di Grosseto. «Il sindaco e l’assessore guardino come fanno in altre città»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. I falchi contro gli storni? Macché. Interviene il Wwf con una nota non priva di ironia, che mette in discussione i modi forse non del tutto efficaci di scacciare i volatili da Grosseto. «Questi piccoli uccelli sono stati oggetto recente di articoli allarmanti sulla pericolosità dei loro escrementi, con mamme impaurite per i loro bambini e cittadini così ansiosi da invitare gli amministratori a tagliare gli alberi dove sostano la notte. Che fare? Come difendersi da questi temibili nemici? Semplice: si chiamano i cacciatori, e visto che in città non possono sparare, si chiede loro di utilizzare i falchi, apparente panacea a tutti i problemi. Ma siamo sicuri che sia il metodo giusto? Sono veramente il sistema migliore e quello ecologicamente più sostenibile ed economico per allontanare da aree sensibili i dormitori? Anche ammesso che i falchi spaventino solo gli storni senza ucciderli, cosa di cui è lecito dubitare, visto che sono predatori per natura, perché è necessario utilizzarli quando i falchi già ci sono e, a quanto pare, non sembrano poi così risolutivi?»

La nota prosegue. «Chi conosce Grosseto infatti sa bene che d'inverno insieme agli storni nei cieli vigilano due falchi pellegrini selvatici, che ogni sera catturano la loro cena proprio tra gli storni. L’utilizzo del falco come deterrente per allontanare gli storni dalle aree urbane è solo uno dei tanti sistemi utilizzati in tutto il mondo con questi passeriformi, e non risulta più efficiente di altri sicuramente meno pericolosi per questa specie che, è bene ribadirlo, é protetta a livello comunitario. Basterebbero aquiloni, droni a forma di rapace, palloncini riempiti di elio, ma soprattutto l'utilizzo del distress call, il richiamo d'allarme registrato ed emesso al tramonto. Sono deterrenti ben più utilizzati della falconeria. A Roma ad esempio, dove ogni inverno si radunano oltre due milioni di storni, il Comune fornisce da anni un servizio gratuito che, in pochi giorni, utilizzando il distress call, bonifica le aree più disturbate con molto successo. Ci dispiace quindi leggere che gli amici di Legambiente abbiano accolto la proposta di utilizzare i cacciatori col falco con entusiasmo, dimostrando la scarsa conoscenza del problema e sottovalutando il fatto che, sebbene affascinante, la falconeria è assimilata dalla legge ad un metodo di caccia, e come tale è normato riguardo tempi e modi. In merito a ciò ci auspichiamo tra l'altro una verifica da parte della Polizia provinciale e del Corpo Forestale dello Stato sulla legalità di questo tipo di intervento. Da sempre presenti nei nostri cieli invernali, provenienti dall'Europa centro-settentrionale e dalla Russia per svernare da noi, gli storni non sono certo una novità per la Provincia di Grosseto. In fondo cercano solo un luogo caldo e sicuro dove passare la notte, sia esso il centro di una città o un canneto. Certo sono tanti, sporcano e sono rumorosi, ma oltre ciò disturbano ben poco. Sappiamo che possono essere potenziali vettori di malattie, ma non più dei piccioni, dei gabbiani e dei passeri delle nostre città. Fino ad oggi, poi, non esiste casistica di cittadino, adulto o bambino, cui sia stata diagnosticata una qualsiasi malattia riconducibile con certezza agli storni. Siamo altresì certi che le loro straordinarie evoluzioni al tramonto sono una fonte di gioia e stupore per migliaia di cittadini. In Maremma, sempre più spesso ogni volta che si presenta un qualsivoglia conflitto tra uomo e natura, sia esso grande o piccolo, l'approccio si riduce allo scontro frontale, e le soluzioni proposte sono solo quelle drastiche (e quasi mai risolutive). Per fortuna c'è un'altra Maremma, una Maremma fatta di persone civili, intelligenti, sensibili che sanno apprezzare ciò che i nostri avi ci hanno lasciato in eredità, e che desiderano conservarlo per consegnarlo alle generazioni future. Consigliamo dunque al Sindaco di Grosseto e all'Assessore Tei di rivolgersi ai colleghi di altre città, applicando le stesse soluzioni, lasciando godere al resto dei cittadini la breve presenza invernale degli storni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa