Il Tirreno

Grosseto

Video-choc sul centro: «Diamoci una sveglia»

di Guido Fiorini
Video-choc sul centro: «Diamoci una sveglia»

Due cittadini fotograno le serrande abbassate e i palazzi abbandonati: «Non ce l’abbiamo col Comune, ma con la gente che si sta rassegnando»

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GROSSETO. Uno ha un residence in campagna e lavora con gli stranieri, l’altro fa il pediatra. Da tempo, con “Straight to the point” (Dritti alla meta) tentano di rivitalizzare il centro cittadino, chiedendo contributi di idee alla gente, contando sulla buona volontà. Tempo fa organizzarono la pulizia della Cavallerizza con un gruppo di volontari e scoppiò una feroce polemica. E stavolta la polemica rischia di essere ancora più violenta. Perché il loro video “Cessazione attività”, postato su Youtube (lo trovate sul sito del Tirreno, ndr) e rilanciato sui social network ha avuto migliaia di visualizzazioni in poche ore. Si tratta di un documento impietoso sulle condizioni del centro storico dove, da mesi, chiude un negozio dopo l’altro. Ma si parla anche della cultura che non ha spazi, dei giovani che non hanno prospettive e di una città che sembra indifferente al proprio declino.

«L’abbiamo realizzato con una passeggiata in centro di un paio d’ore – spiegano Fernando Bruno e Massimo Reali –. Lo spettacolo è desolante, serrande abbassate ovunque. Ma non vuole essere un’accusa all’Amministrazione, che pure fa pochino. Vuole essere uno stimolo ai grossetani a reagire, a dare un segnale di buona volontà. Purtroppo registriamo tanta rassegnazione».

Ci sono anche dei cittadini che parlano.

«Apre Massimo – dice Fernando – poi c’è mia madre che parla della cultura, il figlio di un’amica, mia figlia e chiudo io. Abbiamo fatto in casa perché i giovani fra i 20 e i 30 anni, ne abbiamo sentiti parecchi, non hanno voluto impegnarsi. E questo è desolante».

Quindi volete suonare la sveglia...

«Sì, vogliamo che i cittadini non si lamentino e basta, ma portino il proprio contributo. Anche solo di idee. Insomma, tiriamoci su le maniche, facciamo proposte. Poi l’Amministrazione dovrà venirci dietro per forza. Chiederemo di fare manifestazioni nelle troniere, per esempio. Vanno vissute, se stanno chiuse non servono a nessuno. E ancora: possibile che il bellissimo palazzo Mensini sia in quelle condizioni e che si paghino quasi centomila euro all’anno di affitto per tenere la biblioteca in periferia? Con quei soldi si accenda un mutuo e si renda quel palazzo alla città».

La città le potenzialità le avrebbe, in effetti.

«Io – dice ancora Fernando – ho un residence in campagna. Lavoro con tedeschi e olandesi. Vanno in città e, quando tornano, sono entusiasti: “bella Grosseto”, mi dicono. Però aggiungono che non è fruibile, che le Mura sono inagibili, che non riescono ad avere percorsi, iniziative. Avremmo un tesoro in mano e non riusciamo a venderlo».

Avete qualche idea?

«Le Mura sono centrali. Abbiamo un progetto per un mercatino al parco della Rimembranza, con moduli carini che possono essere acquistati dalle ditte o dal Comune e poi affittati. Sulle Mura andrebbe portata anche la Primavera Maremmana, così come le altre manifestazioni che ora sono in piazza Dante. E poi siamo aperti alle proposte dei cittadini, vorremmo che tutti dessero il proprio contributo. Questa città è dei grossetani, riprendiamola in mano, rilanciamola. Non ci interessa comparire o prenderci meriti: se li faccia propri l’Amministrazione sposando le nostre proposte. Basta che si riparta».

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