Il Tirreno

Grosseto

Un esercito di volontari antiabuso

Un esercito di volontari antiabuso

Incontro pubblico per organizzare le squadre che segnaleranno le prepotenze

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PORTO SANTO STEFANO. Il grido di battaglia è “riprendiamoci le spiagge”. Alla prima persona plurale perché, come hanno spiegato ieri l’assessore Scotto e il consigliere Ballini, proprio i cittadini di Monte Argentario dovranno essere i primi protagonisti della liberazione dei sentieri.

Come? Modalità e tempi verranno illustrati alla cittadinanza domani alle 16 all’ex Onmi, dover l’amministrazione ispiegherà nei dettagli “l’operazione accessi al mare”. Di certo l’idea arriva anche dalle sollecitazioni del gruppo facebook accessialmare che da tempo invoca l’intervento in materia.

Il primo obiettivo è censire le discenderie che collegano la strada panoramica alle calette: dove si trovano, in che stato sono, quando sono state realizzate ed eventualmente chiuse.

Tutti coloro che ne siano a conoscenza di possono segnalare gli accessi chiusi dai proprietari dei terreni attraversati, segnalazione che possono essere trasmesse con foto, filmati, cd eccetera, sia da singole persone che da “squadre” di cittadini. Le segnalazioni possono essere corredate anche da una relazione sull’eventuale stato di abbandono in cui potrebbero trovarsi questi sentieri. Nella quasi totalità gli “stradelli” infatti, attraversano zone boscose, scoscese, coperte di macchia mediterranea.

La riunione di sabato, in un certo senso, avrà anche carattere organizzativo, tenendo presente che tutto sarà in rigorosa forma di volontariato.Anche la manutenzione degli accessi rientra nel quadro di costo zero, previsto per la cartellonistica. L’argomento interessa residenti e turisti, ma (e l’assessore Scotto tiene a sottolinearlo) più di tutti interessa santostefanesi e portercolesi che non hanno i mezzi finanziari per acquistare, affittare o noleggiare un’imbarcazione più o meno grande. Per questa fascia di bagnanti i passaggi per raggiungere il mare sono cosa indispensabile per trascorrere un’estate “normale” come i più fortunati che si possono permettere “la barca”. (r.w.)

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