Il Tirreno

Grosseto

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Perseguita la ex moglie: a giudizio

Telefonate, scampanellate e blitz sul posto di lavoro della donna

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GROSSETO. Ogni storia di stalking è una storia diversa, anche se tutte le storie passano dai medesimi punti: i pedinamenti, le persecuzioni, le minacce, le telefonate. Non sarebbe sfuggita a questa "regola" purtroppo triste la vicenda che ha portato a processo un cittadino africano di 39 anni, imputato di aver costretto la moglie grossetana - qualche anno più di lui - che si era separata persino a cambiare le abitudini di vita. Il giudice dell'udienza preliminare Valeria Montesarchio lo ha rinviato a giudizio per l'udienza del 29 maggio, davanti al giudice Stramenga, per quanto avvenuto in un arco lunghissimo di tempo, dal novembre 2008 al dicembre 2012.

Dopo che lei aveva deciso di lasciarlo, lui l'avrebbe seguita, secondo l’imputazione, e l’avrebbe aspettata fuori dal luogo di lavoro o sotto casa, tutti i giorni; l'avrebbe offesa e minacciata di rovinarla; per tre volte sarebbe andato sotto casa della madre di lei suonando ripetutamente il campanello per parlarle; sarebbe entrato nel luogo di lavoro della donna pretendendo di parlarle a tutti i costi; l'avrebbe ripetutamente chiamata - in modo ossessivo secondo l'accusa - non solo sul cellulare ma anche al telefono fisso del lavoro.

Il gup ha ritenuto sufficienti non solo le denunce-querele e le relative integrazioni ma anche gli accertamenti dei carabinieri del Norm di Grosseto che si erano occupati delle indagini, raccogliendo anche le dichiarazioni di chi aveva assistito agli episodi denunciati dalla donna.

(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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