Il Tirreno

Grosseto

Montenero fa la guerra alla geotermia

di Gabriele Baldanzi
Montenero fa la guerra alla geotermia

Centocinquanta abitanti e imprenditori schierati contro il progetto della Gesto. Ma anche contro Comune e Regione

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MONTENERO D’ORCIA. Nel mirino la Regione Toscana (per certe scelte) e il Comune di Castel del Piano (per la mancata informazione). Nella cosiddetta Val d’Orcia inferiore, il lembo grossetano dei colli dove si produce Brunello e Montecucco, ma soprattutto l’olio più pregiato al mondo, mercoledì sera è stata firmata un’autentica dichiarazione di guerra alla geotermia.

Circa 150 persone, cittadini e rappresentanti di aziende grandi e piccole che vivono di agricoltura, si sono ritrovati a Montenero, in un’assemblea che ha visto protagonisti, tra gli altri, i sindaci di Montalcino e Castel del Piano. «Una partecipazione oltre ogni aspettativa – racconta l’imprenditore Giorgio Franci – con un 100% di contrari al progetto geotermico in questione». Per la cronaca, a Montenero d’Orcia la gente ha scoperto, quasi per caso, una settimana fa, l'interesse di una multinazionale specializzata in impianti solari, eolici, idroelettrici e geotermici (la Gesto Energy Consulting) e con esso l’esistenza del progetto Montenero, un’istanza presentata due anni fa che riguarda il bacino della Val d’Orcia e le pendici dell’Amiata grossetana.

La Gesto in pratica vorrebbe costruire una centrale geotermoelettrica a ciclo binario tra uliveti e vigneti e al momento ha ottenuto i primi via libera per svolgere i carotaggi. «Una cosa folle – commentano gli abitanti di Montenero e delle campagne – che andava stoppata subito, in ogni modo, con forza e ad ogni livello; invece a qualcuno, a Roma e a Firenze, gli si sono bloccate le meningi…».

Gli organizzatori dell’assemblea pubblica, fin dall’inizio, hanno cercato di tenere un profilo tranquillo, di non fare polemiche, di non prestarsi a strumentalizzazioni politiche, ma nel corso della serata i toni si sono un po’ accesi. Destinatari dell’accusa di non avere adeguatamente informato la cittadinanza il sindaco Claudio Franci e il consigliere comunale Duilio Sodi. In testa alla lista nera, però, più che i protagonisti della politica locale, risultano oggi le scelte nel settore dell’energia compiute a Firenze.

L’avvocato Michele Greco è il primo “acquisto” degli oppositori all’impianto. Il comitato per la difesa della Val d’Orcia inferiore si muoverà quindi come già aveva fatto, nell’ultimo anno e mezzo, con il caso della centrale a biogas di Santa Rita. Sperando che alla fine il risultato sia ugualmente vincente. Con l’avvocato Greco lavoreranno nelle prossime settimane anche alcuni consulenti, esperti del settore. Nel corso dell’assemblea è stato evidenziato ancora una volta come qui il paesaggio - bellissimo e ideale per la produzione di vini e oli pregiati - rappresenti un brand celebre nel mondo. «Qualche anno fa – commenta un anziano - c’hanno provato con l’inceneritore, poi l’anno passato con l’impianto a pirolisi per la produzione di biogas, ora la geotermia. Ma come è possibile che ci siano manager, società, amministratori che non si rendono conto di dove siamo? Come si può immaginare a Montenero una centrale geotermoelettrica? La spiegazione che riusciamo a trovare è una sola: speculazione, drenare risorse pubbliche in ogni modo senza preoccuparsi delle ricadute per noi che ci viviamo. L’economia locale in Val d’Orcia si fonda sul lavoro quotidiano in agricoltura, sulle qualità. Faremo quindi le barricate contro progettualità non ragionate e non condivise». «Quando sono venuto a sapere del progetto e dello stato delle cose sono rimasto incredulo – conclude Giorgio Franci –. Ecco, di fronte alla gravità della situazione, ho sentito l'esigenza di impegnarmi in prima linea affinché il nostro rifiuto a questo scempio si faccia sentire forte. Spero nel coinvolgimento dei media ad ogni livello e ringrazio fin da adesso chi ci sosterrà. Cosa faremo? Vediamo. La parola adesso passa ai legali. Non credo che siamo più in tempo per fare ricorsi al Tar, ma – insieme alle istituzioni che la pensano come noi – staremo al pezzo, senza fare sconti ad alcuno».

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