Proteste
Franci: «Purtroppo non è bastato dire no»
Il sindaco di Castel del Piano spiega come il ministero ha indicato nuove strade per le autorizzazioni
MONTENERO D’ORCIA. Ma anche i Comuni alzano gli scudi e ribadiscono un secco no alla prospettiva geotermica, in accordo con i comitati di difesa del comprensorio e con il fronte antigeotermia. Questa sovrapposizione di intenti – per lo sfruttamento geotermico di Bagnore e Piancastagnaio non esiste - si è delineata nelle ultime ore, dopo che il sindaco di Castel del Piano, quello di Montalcino e l’assessore all’ambiente di Cinigiano, Fabiani, avevano ascoltato e recepito il disappunto dei presenti all’assemblea di Montenero.
«Il problema – sono parole di Massimo Fabiani, amministratore a Cinigiano - deve essere affrontato con la piena collaborazione di tutti, perché la difesa della qualità della vita è un tema caro a ogni abitante di questo territorio e il momento e l’argomento sono i meno opportuni per rischiare di essere coinvolti in sterili battaglie fratricide».
Il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci spiega così la questione: «Nel 2010 un decreto governativo liberalizzò la ricerca sulle basse e medie entalpie. In Regione si presentarono subito alcune società, gruppi nazionali e internazionali, per attivare le ricerche. In quella circostanza fu lanciato il progetto Montalcino, dentro il quale sono coinvolti Montalcino, Castel del Piano, Arcidosso e Cinigiano. Castel del Piano si disse subito contrario al permesso di ricerca. Infatti, spiega Franci, il nostro sviluppo lo abbiamo legato alle dop dell’olio, alle doc del vino e a un’agricoltura di qualità. Attività che fanno a cazzotti con la geotermia, anche se a ciclo binario. Alla fine, in conferenza dei servizi, tutti i Comuni interessati dissero no al progetto. Purtroppo non è bastato, perché il ministero ha poi approvato una normativa con cui ha rimesso in gioco la palla, indicando nuove strade (i progetti pilota) per autorizzare le centrali a ciclo binario».
«La società Gesto Italia – sono ancora parole di Franci – ha così individuato, dentro all’istanza Montalcino, il progetto pilota denominato Montenero, che ha i requisiti occorrenti. Da qui ulteriori preoccupazioni delle amministrazioni che oggi condividono con i comitati la volontà di stoppare l’iniziativa».
Il sindaco di Castel del Piano si è detto inoltre disponibile a introdurre nello strumento urbanistico “strettoie” per impedire le mosse della Gesto, proprio come successe a Cinigiano dove il chiacchierato impianto a biogas di Santa Rita, fu fermato grazie ai paletti inseriti dalla giunta nel piano urbanistico. Infine i primi cittadini di Montalcino e Caste del Piano lavoreranno insieme, nei prossimi mesi, per far entrare anche Montenero nel Parco della Val d’Orcia. (f.b.)
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