Sicurezza
Contenzioso per la piscina Una causa da 60mila euro
Il Comune chiede alla Rari Nantes la quota della gestione risalente a 10 anni fa Nonostante una sentenza del Tribunale l’amministrazione non riesce a incassare
MASSA MARITTIMA. Il contenzioso va avanti da più di dieci anni: in ballo ci sono quasi 60mila euro mai arrivati nelle casse pubbliche massetane. Il Comune di Massa Marittima continua l'iter legale per riscuotere dalla Rari Nantes di Porto Santo Stefano la quota relativa alla gestione della piscina comunale risalente al periodo 2001-2003.
La causa va avanti da molti anni, dal febbraio del 2004 per l'esattezza, ma ancora l'amministrazione massetana non è riuscita a riavere indietro il denaro che la società sportiva le deve, come ha anche sentenziato il tribunale per altro; per questo la giunta ha stanziato altri mille euro utili a dare il via al procedimento di ingiunzione nei confronti della società di credito della società sportiva.
Nell'ottobre del 2001, appunto, l'associazione santostefanese stipulò con il Comune di Massa Marittima un contratto della durata di tre anni per la gestione della piscina della città del Balestro, di proprietà della Provincia di Grosseto. La società locataria, in base all'accordo, doveva versare all'amministrazione il 36% delle spese dell'impianto: gli uffici comunali avrebbero inviato ogni sei mesi la rendicontazione in base alla quale l'associazione poi avrebbe versato la sua quota. Il contratto prevedeva anche a carico del gestore la manutenzione ordinaria della piscina. Per avere in concessione l'immobile, la Rari Nantes stipulò all'epoca una polizza fideiussoria con la Società Italiana Cauzioni a garanzia dell'adempimento dei propri obblighi contrattuali. Nel 2003 la piscina venne chiusa: servivano dei lavori di manutenzione straordinaria e quindi a giudizio dell'associazione sportiva nulla si poteva fare se non serrare le porte dell'impianto e procedere con la ristrutturazione. Di parere diverso l'amministrazione che ha giudicato quella chiusura un danno all'immagine e economico per la comunità locale.
Non solo: dal 2011 in poi la società non hai mai versato la quota pattuita, giustificando il mancato pagamento con i difetti della struttura data in concessione. A gennaio del 2004 il contratto fu risolto, ma un mese dopo dal Tribunale grossetano arrivò in municipio una notifica per la citazione in giudizio da parte della Rari Nantes appunto, per problematiche varie connesse con la gestione della piscina comunale. Il Comune ha dato così incarico ad un legale di occuparsi dell'intera vicenda: la causa però ad oggi non ha ancora trovato una conclusione, nonostante nell'agosto del 2012 il Tribunale abbia respinto la richiesta della Rari Nantes condannandola al pagamento anche delle spese legali. Così l'amministrazione ha deciso di far leva sulla polizza fideiussoria pattuita dall'associazione all'epoca del contratto, per riavere indietro i suoi soldi, circa 58mila euro. La fitta corrispondenza con la società di credito non ha ancora portato ad una conclusione della faccenda, quindi adesso la prossima mossa è l'attivazione di un procedimento di ingiunzione, azione affidata ad un legale esterno per mille euro.
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