La manifestazione
Un palazzo di sei piani per la nuova sede
La società ha appena comprato un terreno all’ex scalo merci. Qui costruirà il nuovo quartier generale
GROSSETO. Soldi tutti investiti, dunque restituzioni di remunerazione del capitale irrisorie. Così l’Acquedotto del Fiora spiega perché rende la cifra più bassa tra i sei gestori toscani. E, dunque, oltre a sistemare la rete, come ha in mente di usare il suo “gruzzoletto” ? L’operazione più grossa negli ultimi periodi è sicuramente la creazione della sede unica, di cui Il Tirreno ha dato notizia a dicembre.
Acquedotto del Fiora ha infatti acquistato dal Comune di Grosseto un’area nell’ex scalo merci della stazione, a pochi passi dall’attuale sede di via Mameli. Qui conta di costruire la sua nuova “casa”. Una mossa, spiegano dall’Acquedotto, improntata anche alla razionalizzazione delle spese. Nella sede saranno infatti raggruppati tutti gli uffici al momento sparsi tra gli immobili di via Aurelia nord, via Mameli, via Trento e via Matteotti che costituiscono la base operativa della società insieme ad altre sedi (il depuratore San Giovanni, i locali di via Giordania e Grancia e il magazzino di via Zaffiro).
L’acquisto risale al 2 dicembre scorso; il Fiora si aggiudicò il terreno all’asta per 1.263.952,96 euro. Com’è noto il piazzale della stazione sarà sottoposto a un restyling che ne rivoluzionerà l’aspetto. La zona diventerà area pedonale, ci saranno parcheggi per le bici e gli autobus avranno un hub tutto per loro dove oggi ci sono i vecchi binari dismessi.
Proprio tra l’edificio della stazione e la futura stazione dei pullman c’è il terreno acquistato dal Fiora. «Al momento abbiamo la possibilità di costruire un edificio di 2.200 metri quadri calpestabili», spiega il presidente di Acquedotto del Fiora Tiberio Tiberi. «Tuttavia ancora non esiste un progetto definitivo perché abbiamo la necessità di una sede che misuri 3mila metri quadri calpestabili. E così stiamo vedendo insieme al Comune come poter ottenere questa superficie in più. Il Comune si è impegnato a darci una risposta entro l’anno». Naturalmente lo spazio sarà ricavato in altezza: «Ci servono sei piani – spiega Tiberi – che è l’altezza del palazzo di fronte». La vecchia sede, quella di via Mameli, sarà venduta con una formula particolare: «Faremo una gara per individuare l’impresa che farà i lavori. E questa dovrà impegnarsi a comprare la sede di via Mameli». Un po’ come quando si cambia l’auto e si dà indietro l’usato, insomma. L’investimento complessivo? «Ammonta a 5 milioni di euro», spiega Tiberi.
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