Il Tirreno

Grosseto

«Spendiamo più per gli animali che per noi»

Bonifazi a Ballarò riapre il caso dei randagi. E l’assessore Tei annuncia: «Esenzione Tares a chi adotta»

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Ci risiamo. Dopo le uscite del presidente della Provincia, Leonardo Marras e del dirigente dei servizi veterinari dell’Asl, Paolo Madrucci (che avevano aperto all’uccisione dei randagi) pure il sindaco Emilio Bonifazi parla di cani e costi. Intanto l’assessore Tei annuncia: pronta l’esenzione sulla Tares per chi adotta un cane.

A far tornare sulle cronache il destino degli amici a quattro zampe ci pensa Ballarò, la trasmissione di RaiTre. Lì Bonifazi è tornato a battere sui quattrini che il Comune spende per mantenere quasi 300 cani. Animali vissuti come un peso. «Facciamo il conto – ha detto ai microfoni di Ballarò il sindaco – e vediamo che sono 550, 600mila gli euro all’anno per i cani. Per fare un esempio – ha azzardato, in un’improbabile confronto - stanziamo 400mila euro di risorse del Comune per venire incontro a quelle persone che sono in affitto concordato e per evitare che vadano in una situazione di sfratto. I cittadini a volte sono arrabbiati con l’amministrazione perché vedono che per il Comune vale di più un animale che una persona». Ma «Se la prevenzione non si fa bene – ha replicato il responsabile della Lav, Giacomo Bottinelli - è chiaro che i costi crescono. Ci chiediamo perché il consiglio comunale abbia rifiutato di provvedere alla sterilizzazione obbligatoria per legge dei cani in canile, danneggiando di conseguenza la prevenzione delle nascite. E lo ha fatto nonostante una mozione promossa da Sel e M5Stelle e la richiesta formale di Lav, Legambiente e Lega del Cane d’inserire quest’obbligo (già previsto dalla norma regionale) anche nel regolamento comunale».

Bottinelli si chiede «Perché si siano dovuti pagare alla Zoo Service, che gestisce il canile convenzionato, 20mila euro aggiuntivi per garantire 6 mesi di accesso dei volontari nel 2013, quando era possibile avere un servizio gratuito fornito dai cittadini, stimolando tra l’altro così le adozioni. Se si vuole risparmiare sui cani la via è quella dettata dalla legge nazionale 281 e regionale 59 e in una parola si chiama prevenzione. Dal canile Zoo Service continuano a uscire cani non sterilizzati e coloro che li adottano devono sapere che si sta violando la normativa, gravando oltretutto le persone del costo della sterilizzazione stessa nel momento in cui già tolgono un carico economico al Comune». Intanto una via d’uscita la dà l’assessore all’ambiente, Tei: «Va modificato il regolamento in consiglio, ma la proposta di esonerare dal pagamento della Tares chi adotta un cane è già passata in giunta». Ora quel che manca sono i dettagli: «Stiamo valutando la durata dell’esenzione: il primo anno sarà totale, riservata a chi ha una Tares inferiore a mille euro. Poi valuteremo percentuali di sconto». Tutto sarà legato al benessere del cane: «Ovvio, chi aderirà dovrà portare l’animale a fare un esame visivo un paio di volte all’anno per dimostrare che è tenuto come si deve». Così il Comune conta di arginare la delibera del 3 novembre 2009, quella che tolse i contributi economici destinati a chi adottava un esemplare del canile.

Ma torniamo ai conti fatti dal sindaco. Un paio di sprechi ce li siamo annotati anche noi. E non viaggiano su quattro zampe: sono 100mila gli euro che il Comune getta ogni anno per (non) illuminare le Mura. Il monumento è buio, eppure paghiamo, in virtù di un contratto stipulato, anni fa, con Enel Sole. Quattrini gettati al vento sono anche quelli per la chiatta sull’Ombrone: 180mila euro e un progetto divenuto aborto. Il barcone a gasolio che avrebbe dovuto portare materiale e turisti da una sponda all’altra del fiume è rimasto a fare la ruggine per un decennio. Gli attracchi pagati con i soldi di tutti, se li portò via la piena nel 2008. Ora c’è un nuovo progetto: un ponte sul fiume, per un milione e 800mila euro. Speriamo abbia più fortuna. Altri 150mila euro sono andati in fumo per addobbare gli ingressi del capoluogo con simpatici e utilissimi pannelli elettronici. Ma adesso tutti sanno che devono fare attenzione al “Telelaser in città”. Come dimenticare poi i denari spesi per la biblioteca? Milioni di euro tra lavori a palazzo Mensini (ancora a pezzi) e affitto dei locali di via Bulgaria, “provvisori” dal 1995.

Maurizio Bernardini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa