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Scarpellini a sorpresa: «Sono per la fusione»

Scarpellini a sorpresa: «Sono per la fusione»

Un solo Comune per Arcidosso e Castel del Piano. «Otto sindaci in 40 km, non ha proprio senso»

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CASTEL DEL PIANO. Roberto Scarpellini, presidente del centro sociale “Arrighi” e attuale consigliere comunale di maggioranza di Castel del Piano, vicino al Partito Democratico ma, ci tiene a precisare, “senza tessera”, a sorpresa si esprime per la fusione fra Castel del Piano e Arcidosso.

A sorpresa, perchè nel corso del consiglio comunale in cui i consiglieri erano chiamati a posizionarsi rispetto all’Unione dei comuni, Scarpellini aveva detto sì all’Unione e votato con la maggioranza dei democratici alla cui lista appartiene. Ma adesso, a microfoni istituzionali spenti e dichiarando che l’opinione è a titolo personale e non riguarda il suo essere personaggio politico, Scarpellini dice che la fusione sarebbe cosa buona.

«Il presidente dell’Unione Ulivieri – afferma Scarpellini – ha invitato tutti a prendere posizione sulla cosa. Io sono renziano come lui e penso che, se Renzi farà quello che ha detto, ci costringerà a fonderci. Si risparmia e si hanno molti benefici».

Ma quali? «Nell’ambito di 40 chilometri, sottolinea il presidente del centro anziani, ci sono 8 sindaci. Un’enormità. Ce ne basta uno per Arcidosso e Castel del Piano. Ed è l’ora di fare le cose invece che chiacchiere. In 60 anni abbiamo visti i servizi depauperarsi, i costi lievitare. Con la fusione, forse, i servizi migliorerebbero. Ci si potrebbero rifare le strade coi soldi che arriveranno dalla fusione. Diventeremmo quasi 10.000 abitanti e potremmo contare assai di più. Per far rimanere i giovani in Amiata ed evitare che emigrino. Mi chiedo: ma che ci fa un comune come Seggiano in queste condizioni? Non c’è più popolazione e fondersi sarebbe una soluzione per non morire. Per tutti la burocrazia è un cappio e probabilmente con la fusione salteremmo qualche passaggio. E poi penso che se levano di torno le province, figuriamoci i piccoli comuni».

In ogni caso, Scarpellini opta per una transizione interlocutoria: «Va bene adesso l’Unione e andiamo pure avanti. Ma intanto facciamo il referendum per capire se c’è sempre la mentalità campanilista o no. Certo, io sono pisano, e dunque sento meno i campanili dell’Amiata».

Nel frattempo, comunque, in attesa di comporre le liste per le elezioni 2014, Scarpellini si dice disponibile a ricandidarsi.

«Faccio gli auguri a Franci che si è ricandidato, mi spiace per la Frediani che ha deciso di autorottamarsi, perché credo avesse avuto ancora molto da dire. E anche io, sebbene abbia 66 anni, di cose da dire ce ne ho, soprattutto nel sociale. Col fatto che sono presidente dell’Arrighi da tre tornate, ne ho viste di cose e il sociale è un terreno che non possiamo permetterci di abbandonare. Per questo mi rendo disponibile. Sono arrabbiatissimo con le mosse della politica nazionale. Invece di fare cose per il lavoro, parlano di legge elettorale e basta che, alla fine, ci scodellano i giudici. Roba da non credere».

«E poi - conclude il consigliere di maggioranza – si cominci a guardare di più ai bisogni degli italiani. Si sta dando tutto agli immigrati e noi abbiamo chi sta assai peggio, lo garantisco. La povertà italiana sommersa è roba da non credere».

Fiora Bonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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