Il Tirreno

Grosseto

Mini-Imu, Lolini e Cerboni «Figuraccia del Comune»

di Maurizio Bernardini
Mini-Imu, Lolini e Cerboni «Figuraccia del Comune»

Il primo attacca Borghi: «È stato richiamato all’ordine e ha dovuto rimangiarsi le promesse. Ma a pagare sono i cittadini. E poco conta se tolgono le sanzioni»

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GROSSETO. Una lettura al giornale, cornetto e caffè: ieri a più di qualche grossetano la colazione sarà andata di traverso. Sì, perché è arrivata la certezza sull’ennesimo balzello. La mini-Imu va pagata anche qui. E, nonostante le sanzioni per pagamenti fuori tempo massimo (oltre il 24 gennaio) siano state cancellate dalla giunta, non c’è nulla da ridere. Sono 13mila le famiglie che dovranno frugarsi in tasca (10mila quelle che pagheranno meno di 20 euro). Oggi, dopo giornate passate (più o meno invano) a chiedere lumi al Comune, dall’opposizione partono bordate al fulmicotone. La civica Lolini Ppe ricorda gli annunci sulla stampa del vice sindaco, Paolo Borghi: «Aveva indossato i panni del Robin Hood e detto che il Comune non avrebbe fatto pagare questa odiosa gabella. Poi, è evidente che qualcuno l’ha richiamato all’ordine, magari rammentandogli che è un po’ difficile disobbedire a una legge dello Stato. Così l’amministrazione si è limitata a togliere le sanzioni. Capirai che sollievo per i già magrissimi bilanci di molte famiglie». Per la civica guidata dall’uomo che nel 2011 contese a Bonifazi la guida della città, «La montagna di promesse e dichiarazioni improvvide ha partorito il topolino, che ci conferma della bontà dei nostri dubbi sulle promesse di Borghi». Eppure sarebbe bastato «Come hanno fatto molte amministrazioni, approvare una delibera, entro fine novembre, per portare al 4 per mille l’aliquota sulla prima casa: la mini-Imu non sarebbe scattata». Ma, dicono maliziosi dalla civica, quei soldi a novembre “facevano comodo” al Comune. Comune che oggi si «lava la coscienza facendo credere ai grossetani di essere stato pure magnanimo». A questo punto, però, il dado è tratto. «Ma una cosa a pro dei cittadini provate a farla: destinate i fondi della mini-Imu alle politiche sociali, non però alle mancette, ma a provvedimenti seri, con un apposito bando. Oppure quei quattrini hanno già una destinazione?». Duro anche Giacomo Cerboni (Nuovo Centro Destra): «Con la deliberazione sulla mini-Imu la giunta ha tentato di fare un bel po’ di fumo per nascondere l'arrosto bruciato. Abbiamo fatto bene, non vedendo atti concreti, a dubitare della fondatezza dello sgravio già annunciato come certo. Le esperienze su asili e Peep ci hanno spinto a chiedere chiarezza in tempo utile rispetto alla scadenza del pagamento e quello che temevamo si è verificato». Il Comune avrebbe dovuto «Ammettere di non poter intervenire e che quanto dato per fattibile non era stato preventivamente verificato. Poi Cerboni lancia la proposta-provocazione: «Perché, dato il momento di crisi economica, non applicare gli stessi sgravi a tutti i tributi?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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