Sicurezza
Le foto delle cabine della Concordia
In ordine apparente o devastate dalla permanenza in acqua: ecco come si presentano oggi
GROSSETO. Danno ancora la sensazione del lusso, del confort, della spettacolarità. Anche se stravolte dal ribaltamento, anche se sporcate indelebilmente dalla lunga permanenza nelle acque del Giglio, le cabine della Concordia non hanno perso l’appeal che le ha fatte scegliere da decine di migliaia di turisti.
Adesso ne resta traccia, oltre che nei cataloghi e nelle foto ricordo dei passeggeri, anche nell’album realizzato dal custode giudiziario della Concordia, Franco Porcellacchia: tutte le cabine, dal ponte 7 al ponte 11, sono state catalogate e fotografate. Per ciascuna, è stata indicata la posizione nella pianta del ponte ed è stato indicato se erano state sommerse (“wet”, bagnato) o no (“dry”, asciutto) dall’acqua, e ciò in corrispondenza del lato sinistro o destro rispettivamente, visto che la nave si è adagiata sul lato di dritta. Messe una di fila all’altra, due foto per pagina, le cabine occupano centinaia di pagine (le cabine della nave complessivamente sono 1.500) dell’album depositato nelle passate settimane alla cancelleria del Tribunale dove è in corso il processo al comandante Francesco Schettino.
Perché le cabine solo fino al ponte 7? Perché sono quelle accessibili dopo il raddrizzamento del settembre scorso: più giù è ancora tutto sott’acqua e possono accedere soltanto i sommozzatori. Così si va dal ponte Irlanda (7), al Portogallo (8), al Francia (9), al Germania (10) fino allo Spagna (11).
Ci sono anche pagine bianche in corrispondenza di alcune cabine: perché non in tutte il fotografo ha potuto entrare per documentare lo stato dei luoghi. Probabilmente, il sistema elettronico messo fuori uso dal black out non ha consentito l’accesso. Valigie ed effetti personali sono ancora visibili sui letti delle camere non invase dall’acqua. Come se quasi nulla fosse accaduto, come se gli occupanti fossero appena usciti per andare a prendere un drink al bar della passeggiata e attendessero il ritorno in camera per fare ordine. Quelle a dritta, rimaste per oltre un anno e mezzo sotto il mare, portano invece indelebili i segni della devastazione causata dal rovesciamento e dalla lunga permanenza in acqua. Soffitti sfondati, mobili rovesciati, arredi marciti, colori sbiaditi, muffe. A fatica si riconoscono le suppellettili. L’acqua è entrata anche in una cabina, la 7201, situata a metà del ponte, tra destra e sinistra, e l’ha stravolta. E del resto la Concordia è rimasta inclinata quasi fino a 90 gradi. In quelle cabine sono entrati già nei mesi scorsi gli operai addetti alla rimozione delle 408 casseforti raggiungibili. I forzieri e il loro prezioso contenuto sono stati calati al livello del mare grazie a una gru da 60 tonnellate per essere destinate al deposito giudiziario di Talamone dopo un periodo di custodia in un luogo segreto e sorvegliato. Poche decine erano chiuse.(p.s.)
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