Il Tirreno

Grosseto

Ex cava di Montioni, si va in appello

Il Comune prosegue nella battaglia legale per il risarcimento danni da Follonica Cave e Miniere

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SCARLINO. Finirà davanti alla Corte d’appello la richiesta di risarcimento danni per il mancato ripristino di una parte dell’area ex cava di Montioni.

Il Comune di Scarlino ha deciso infatti di appellarsi alla sentenza del tribunale di Grosseto numero 562 dell’anno scorso che dichiarava il proprio difetto di giurisdizione in materia rinviando quindi ad altri piani giuridici la questione. La richiesta di danni risale al 2009 quando l’amministrazione scarlinese, capofila dei comuni che gestiscono a livello tecnico ed amministrativo il complesso agricolo delle Bandite di Scarlino, decise di conferire ad uno studio legale di Firenze il mandato per promuovere azione legale nei confronti della Follonica Cave e Miniere srl, considerata responsabile per la mancata rimessione in pristino dell’area di Poggio alla Bufalaia nella cava ex Montioni oggetto di concessione amministrativa.

Il Comune scarlinese aveva avanzato richiesta di risarcimento danni per il mancato completamento delle opere previste di fronte al tribunale di Grosseto che nello scorso anno aveva però rigettato la richiesta dichiarando il proprio difetto di giurisdizione. Gli incontri fra lo studio legale e le amministrazioni di Scarlino e Follonica (nel cui territorio si trova l’area cava ex Montioni) sono così continuati per capire come procedere di fronte alla decisione dei giudici grossetani e la scelta operata è stata quella di appellarsi anziché proporre una nuova causa di fronte al giudice amministrativo: i ricorrenti in sostanza ritengono che il tribunale di Grosseto sia più che legittimato a decidere sulla richiesta di risarcimento danni, compreso l’ufficio Affari legali del Comune di Follonica che ha sostenuto la proposizione d’appello.

L’intenzione dei due Comuni è quindi quella di continuare nella richiesta di azione risarcitoria nei confronti di Follonica Cave e Miniere Srl per un importo di circa 1 milione 200 mila euro.

Sarà quindi la Corte di Appello di Firenze a decidere sulla sentenza del Tribunale di Grosseto non appena le Bandite di Scarlino avranno ufficialmente individuato ed incaricato il legale cui conferire mandato per l’appello. Nel dettaglio il contenzioso riguarda il modulo di Poggio alla Bufalaia nel quale, come è stato evidenziato anche nella visita al sito da parte degli amministratori e dell’associazione ambientalista La Duna dello scorso 16 dicembre, manca quasi del tutto la ricrescita arborea definita nei progetti, che prevedevano una qualificazione più accurata del verde ed un impianto irrigativo ottimale tutt’ora assenti.

Michele Nannini

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