Sicurezza
Esposto all’Asl contro il taglio dei tigli
In 250 scrivono anche all’Arpat per lamentarsi dell’abbattimento delle piante: «Il Comune modifichi il piano»
FOLLONICA. Esposto all'Asl 9 e all'Arpat nei confronti del Comune di Follonica: la battaglia contro il progetto del Parco Centrale non si ferma. Lo avevano promesso e così è stato: i 250 follonichesi che avevano firmato la petizione contro il taglio dei tigli di via Massetana hanno scritto alla direzione dell'azienda sanitaria locale e a quella dell'Arpat, affinché intervengano al più presto e blocchino i lavori dell'amministrazione.
«Gli interventi previsti per la realizzazione del Parco Centrale a Follonica non risultano conformi alle direttive dell'Organizzazione mondiale della sanità e al Protocollo di Kyoto, volte a garantire il benessere psico-fisico dell’individuo o della collettività»; così inizia l'esposto presentato, a nome dei firmatari della sottoscrizione, dalla follonichese Maria Walesca Brachini. Le azioni dell'amministrazione follonichese, nel caso specifico, andranno a incidere pesantemente sul benessere psico – fisico dei residenti di via Massetana. «Anche se è sicuramente encomiabile il progetto di riqualificare l’area del vecchio ippodromo trasformandolo in un parco – si legge nel documento - non si capisce perché l’ultima variante del piano debba prevedere l’abbattimento del filare dei tigli che costituiscono l’alberata storica di via Massetana e degli altri alberi di alto fusto attualmente presenti all’interno del perimetro dell’ex ippodromo dei Pini; alberi per i quali il progetto originario prevedeva un intervento prevalentemente conservativo». Brachini ricorda che tra l'altro sotto il profilo giuridico, l'alberata sarebbe tutelata da alcune leggi, una tra tutte di cui però ancora non è uscito il decreto attuativo. Ciò che i residenti non accettano è che per allargare la strada il Comune abbia deciso di togliere il doppio filare di tigli che spiegano «attualmente protegge i condomini frontisti dal rumore e parzialmente anche dalle emissioni nocive del traffico che già ora è molto sostenuto – si legge ancora - Ovviamente oltre al citato ed importante effetto tampone, gli alberi esplicano anche una funzione termoregolatrice mediante l’ombreggiamento, l’evapotraspirazione e la mitigazione della velocità del vento, ma, cosa importantissima, la presenza del verde concorre al miglioramento della salute umana incidendo sugli stati depressivi, del deficit di attenzione, dell’iperattività, dell’emicrania ed inducendo anche il rafforzamento del sistema immunitario, come è stato dimostrato da recenti studi quali per esempio le indagini della Loyola University di Chicago e della University of Illinois».
La richiesta ai due enti è quella di intervenire al più presto, relazionandosi con l'amministrazione del golfo, al fine di modificare il piano. «Il Comune, come ha già fatto con il difensore civico per la Toscana, cercherà di aggirare l’ostacolo asserendo che gli alberi abbattuti saranno poi sostituiti da 1.000 nuovi alberi da collocare all’interno del Parco Centrale. Vorrei però invitarvi a valutare che dovranno trascorrere 20/30 anni prima che i giovani alberelli raggiungano dimensioni tali che consentano loro di eguagliare le funzioni attualmente svolte dagli alberi presenti», conclude l'esposto.
L'ultima chance per gli alberi è questa, anche perché i lavori stanno andando avanti velocemente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
