Il Tirreno

Grosseto

Una mini Imu per tredicimila famiglie

di Maurizio Bernardini
Una mini Imu per tredicimila famiglie

Borghi: «Proseguiremo la nostra battaglia contro un balzello ingiusto». Lolini: «Questo è l’ultimo regalo ai grossetani»

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GROSSETO. Fine delle danze e – strano ma vero – ci rimette la gente: la mini Imu si pagherà. Al diavolo dichiarazioni e buoni propositi: migliaia di cittadini avranno tempo fino al 24 gennaio per onorare l’ennesimo balzello.

La notizia è arrivata ieri pomeriggio. Qualche sfumatura buona c’è, come agevolazioni e esenzioni, ma il dato rimane: a tirare fuori i quattrini sarà chi si ritrova con un importo superiore ai 12 euro. Eppure, il vicesindaco e assessore al bilancio, Paolo Borghi, aveva ventilato qualcosa di diverso; così come il sindaco Emilio Bonifazi.

«Ma questo perché attendevamo che da Roma arrivassero buone nuove», dice qualcuno vicino alla giunta. Ma le chiacchiere stanno a zero. Ecco dunque che arriva la mini mazzata.

A essere coinvolte saranno circa 13mila famiglie. La gran parte non pagherà più di 20 euro. L’amministrazione ha cancellato le sanzioni per chi non salda entro il 24 gennaio; restano gli interessi ma, come spiega il Comune, considerata la piccola entità dell’esborso previsto, «anche grossi ritardi nel pagamento non provocheranno interessi legali significativi».

La legge nazionale, così come il regolamento comunale, porta all’esclusione dalla mini Imu di tutte le persone che avrebbero dovuto tirar fuori una somma inferiore ai 12 euro. «Oggi – dice Borghi – non posso dire che non si paga una cosa dello Stato. Intanto non metto nessun limite di penale e metto in bilancio un fondo da 180mila euro nel 2014 pari all’eventuale introito della mini Imu. Come fosse un fondo rischi. Poi, quando usciranno le norme su Tari e Tasi vedremo».

Il fondo non è altro che un modo per compensare quel che potrebbe subentrare in termini di minore introito dalla mini Imu. Per Borghi il Comune si è mosso in modo da dare «respiro ai cittadini che si trovano in difficoltà in questo groviglio di norme e tasse. L’intransigenza del governo non ci ha consentito di percorrere strade diverse, ma almeno non andremo a fare gli esattori. Oggi, pur rispettando la legge, diamo ai cittadini il segnale importante che non è il Comune a volere quei soldi. Nei prossimi mesi la nostra battaglia contro un balzello irrazionale e ingiusto andrà avanti. Sono certo che il governo si renderà conto della necessità d’intervenire».

Ha l’aria soddisfatta pure Bonifazi: «Abbiamo fatto il massimo consentito in presenza di un termine di pagamento previsto da una legge dello Stato in un contesto nazionale a dir poco ostile, con norme che cambiano ogni minuto, variazioni comunicate a bilanci approvati, tributi che scompaiono e riappaiono in 24 ore, anticipazioni su tasse future e chi più ne ha più ne metta. Ci siamo confrontati con molte altre amministrazioni comunali e siamo arrivati ad una decisione. Peraltro non è nemmeno escluso che in questi mesi il governo riesca ancora a cambiare idea, visto che – punge il sindaco – lo fa in continuazione».

Infine Mario Lolini, (lista civica Lolini, Ppe) vuole dare una legnata alla giunta: «Questo è l’ultimo dei regali che fa l’amministrazione ai grossetani. Lo scarica barile non è proprio possibile. La mini Imu poteva non essere applicata: bastava fermarsi con l’aliquota al 4 per cento e dare un vero segnale alle famiglie. La gente è allo stremo. Chiedo un atto di volontà politica ai consiglieri della maggioranza: portate in consiglio una revisione del bilancio per cancellare questa gabella».

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