La manifestazione
Pecora sbranata a Pian d’Orneta
«Questa è una morte in diretta, con pecora sgozzata e predatore in bella vista. E un’azienda che veramente rischia di chiudere i battenti». A distanza di appena 9 giorni dall’ultima predazione di un...
«Questa è una morte in diretta, con pecora sgozzata e predatore in bella vista. E un’azienda che veramente rischia di chiudere i battenti». A distanza di appena 9 giorni dall’ultima predazione di un capo e a tre mesi dalla strage di 70 pecore, a Pian d’Orneta, nel podere di Tiziana Pieri e Moreno Eugeni a Baccinello il predatore torna all’attacco e porta via un altro capo al gregge depauperato dalla carneficina inaudita dello scorso ottobre. Alle 14 di lunedì Tiziana e sua nuora hanno visto il gregge davanti casa tutto assiepato e sono corse a vedere, una da una parte e una dall’altra: «L’aggressore l’ha visto mia nuora – dice Tiziana – in cima al pendio, ma ormai una pecora l’aveva già fatta fuori. Siamo alla disperazione. Di animali ce ne sono rimasti 130, e solo 40 le pecore in produzione. E questa era una di quelle. Le altre nel campo, incinte, di certo abortiranno. Siamo a rischio sopportazione morale ed economica. Qualcuno deve rimboccarsi le maniche e darci un aiuto». (f.b.)
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