Il dolore
Operazione bonifica Due settimane per pulire 12 strade
Macchine con acqua a pressione all’opera fino a fine mese Sei: «Mai vista una cosa così». Tei: «Non costerà quasi nulla»
GROSSETO. La normale spazzatrice meccanica non ce la fa. Per rimuovere lo strato di guano incrostato sui marciapiedi cittadini ci vuole una macchina speciale che spara acqua a pressione da una manichetta. È stata testata da Sei (la società che ha preso il posto del Coseca) in questi giorni nelle strade più malconce e da ieri un’ordinanza dirigenziale del servizio vigilanza territoriale della Municipale le permette di agire su dodici tra strade, piazze e parcheggi per riportare la situazione nei limiti del decoro e dell’igiene.
Così, dunque, il Comune di Grosseto risponde all’emergenza guano in città. Via Garigliano, via Sicilia, piazzale De Amicis, via Monte Bianco, Piazza Volturno, Piazza Caduti sul lavoro, viale Ximenes, viale Monterosa, via Bonghi, piazza Albegna e le loro strade limitrofe, dove necessario, saranno oggetto di una pulizia straordinaria da qui al 31 gennaio, eseguita dal personale di Sei. Che potrà anche fermare il traffico, se necessario.
«Speriamo di non dover arrivare a questo punto ma di intervenire senza creare disagi alla viabilità, scegliendo orari meno trafficati», spiega Enrico Lastrico, responsabile tecnico di Sei. «Diciamo che la possibilità di chiudere al traffico c’è, ma non è un obbligo». All’occorrenza le interruzioni si concentreranno tra le 8 e le 13.
Qualcuno può pensare che questa mobilitazione sia esagerata? Lastrico non è d’accordo. «La richiesta di intervento da parte del Comune ci è arrivata quando le strade erano ormai compromesse – spiega Lastrico –. Operiamo in 103 comuni delle province di Grosseto, Siena e Arezzo ma una cosa così non l’avevamo mai vista».
Il guano si è stratificato. Gli storni sono infatti appollaiati sui rami degli alberi da giorni. E, a dirla tutta, in alcune zone i loro “ricordini” sono ben più datati. «Abbiamo fatto dei test iniziali con la spazzatrice – spiega Lastrico – ma questo tipo di macchina non basta. Useremo perciò una lavastrada che spara acqua a pressione; il guano finirà nei tombini. Poi stiamo valutando se fare anche un intervento con una spazzatrice che abbia anche un prodotto di sanificazione nell’acqua. Questo intervento migliorerà lo stato complessivo delle strade man mano che i passaggi che faremo saranno più frequenti».
Non basta una passata e via, infatti. Per questo l’ordinanza del Comune prevede due settimane di trattamento. «Sarà un intervento a macchia di leopardo perché gli storni stazionano di preferenza sulle conifere che sono presenti in zone diverse del capoluogo».
Il lavoro è già stato avviato. «Abbiamo iniziato l’8 gennaio, quindi il 9 e il 12, sia la mattina con quattro persone più la lavastrade, che il pomeriggio con due persone e la lavastrade, per un totale di 64 ore, trattando le vie Monte Bianco, Gozzi, Gozzano e Sicilia. Certo, il problema rimane la presenza di storni: finché non si allontanano, pulire non basta».
Dal canto suo il Comune ha, infatti, già chiamato all’opera i falconieri e i loro rapaci, falchi e e poiane che già oggi pomeriggio, in via Monte Bianco, dovrebbero cominciare a svolazzare sui cieli di Grosseto per mettere in fuga gli storni. Previste, sempre oggi in via Monte Bianco, anche le prime potature delle piante dove stazionano gli uccelli.
Ma tutto questo quanto costa al contribuente? «Non lo abbiamo quantificato perché non c’è tempo», spiega l’assessore all’Ambiente Gianfranco Tei. «So solo che per i falchi si spendono 300 euro più Iva a intervento. Quanto all’opera di Sei, penso proprio che non ci costerà nulla: la pulizia delle strade è prevista nel contratto».
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