Lutto
Cana, dopo 100 giorni la frana è ancora lì
La rabbia degli abitanti: «Nulla è cambiato e la strada è sempre chiusa. Cosa stanno facendo i nostri governanti?»
ROCCALBEGNA. «Sono un abitante dello splendido paesino di Cana. Sono passati cento giorni da quando le antiche mura medievali sono crollate per l’incuria e per la bomba d’acqua abbattutasi sulla Maremma il 6 ottobre. Vi saremmo grati, noi tutti abitanti di Cana, se poteste darci una mano per riportare all’attenzione di tutti il disagio che viviamo da tre mesi».
Questo l’accorato appello di un residente della frazione di Roccalbegna, Federico Silenzi, che a nome della comunità chiede lumi nelle sedi competenti sulla messa in sicurezza del “portino”, la splendida terrazza aperta sulla Maremma da cui si vede il mondo.
«Sono passati più di tre mesi. Cento giorni. Cosa è stato fatto?», chiede. Secondo lui «nulla. Un paio di settimane fa è stata rimossa l’auto colpita dalla frana e nulla più. La strada è ancora completamente bloccata dai massi e dalla terra. Tutto è rimasto fermo a quel 6 ottobre».
Silenzi segnala anche il problema della viabilità interrotta e non ripristinata: «Forse nelle sedi competenti molto si sta facendo – afferma Silenzi – ma lo scenario è immutabile, con l’evidenza di una strada da cento giorni costretta a essere una via senza uscita con i conseguenti disagi per i residenti, le difficoltà che un mezzo di soccorso quale un’ambulanza si trova ad affrontare per poter riuscire dall’imbuto creato da via Diacceto, la via più stretta e pendente del paese. Probabilmente non vi sono soldi, allo stato attuale, per una ricostruzione e un completo ripristino del portino. Ma almeno la rimozione di quattro sassi e la messa in sicurezza temporanea dell’area di frana era da ritenersi un obbligo».
Abbiamo girato la questione al sindaco di Roccalbegna, Massimo Galli, che fin da subito si era mosso di fronte a questo disastro. «Le lentezze segnalate dai cittadini non sono altro che i tempi tecnici occorsi per seguire alla lettera le prescrizioni della procura. E assicuro che questa amministrazione non è stata con le mani in mano. Infatti è stato approvato in giunta il progetto preliminare per la messa in sicurezza della porzione di mura franate. A giorni diventerà progetto definitivo ed entro la fine di gennaio saranno affidati i lavori. Si tratta della messa in sicurezza solo della porzione franata, di cui fanno parte le macerie e la viabilità. Senza l’esecutività del progetto non possiamo toccare nulla, nemmeno una pietra. Adesso, comunque, ci siamo».
È lo stesso Comune a tirare fuori dal bilancio 44mila euro. «Ma non ci siamo fermati qui – spiega ancora Galli – e non siamo rimasti a guardare. Infatti porterò io stesso in Regione, a giorni, un progetto elaborato per la messa in sicurezza di tutte quante le mura di Cana. Questo sarà possibile farlo solo con un finanziamento esterno al Comune, perché occorrono 540mila euro. Abbiamo chiesto anche un sostegno alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Firenze, ma per sapere l’esito dell’operazione occorre qualche tempo».
Il sindaco precisa anche perché non è stato possibile ripristinare la viabilità: «C’è bisogno di abbattere la terrazza – spiega – di mettere un parapetto e innestare una rete metallica. Da tener conto che per arrivare a questo punto, si è corso parecchio e tre mesi sono serviti tutti per gli studi che ci hanno chiesto, compreso quello di fattibilità. Aggiungo che tutta l’area è costantemente monitorata e tenuta sotto stretta sorveglianza».
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