Sicurezza
Pagano la casa al 90% ma la ditta si defila E la banca batte cassa
Scansano, l’odissea di 11 famiglie con la Poggio del Sole srl Dal 2006 attendono di entrare in possesso degli immobili
SCANSANO. Hanno firmato il preliminare di compravendita, hanno pagato il 90 per cento dei loro appartamenti, hanno dato fondo ai loro risparmi per coronare il sogno di una casa. E, dopo cinque anni, si sono visti sbattere la porta in faccia dall'impresario – che ha dichiarato di non avere un centesimo per finire le case – e dalla banca, che ha pure pignorato loro gli appartamenti.
Undici famiglie di Scansano vivono da otto anni l’incubo di chi, con sacrificio, cerca di mettere su casa ma rimane fregato. «Nel 2006 abbiamo fatto il preliminare di compravendita per unità immobiliari realizzate a Scansano dalla Poggio del Sole srl», spiega Riccardo Fregoli, 42 anni, sposato e con due figli piccoli. La Poggio del Sole è una srl con capitale sociale di 10mila euro e sede legale a Roma. La sua legale rappresentante è Marcella Pellegrini, residente a Scansano, i soci Salvatore Rossi, domiciliato a Scansano, e Fabrizio Angelini, domiciliato a Roma.
«Ognuno di noi – prosegue Fregoli – ha pagato praticamente oltre il 90 per cento del prezzo pattuito con contestuale rogito notarile che dove avvenire nel 2009. La Poggio del Sole doveva realizzare due blocchi dei quali il primo è finito in parte anche è stato necessario che gli acquirenti ripagassero alcune utenze, e al momento qui su nove famiglie sono stati fatti otto contratti. Nel secondo blocco, quello dove risiedo io, invece, ci sono 11 appartamenti e nessun contratto stipulato». Insomma, i lavori non sono portati a termine.
Gli aspiranti proprietari, però, non se ne stanno con le mani in mano e, dopo vari solleciti alla ditta rimasti inascoltati, nel 2011 Fregoli e altri tre coinquilini del complesso immobiliare, assistiti dall’avvocato Marco Festelli, denunciano la Poggio del Sole alla Procura della Repubblica perché si reputano truffati. «La ditta – spiega Fregoli – aveva acceso un mutuo di 500mila euro per fare i lavori. Ma non pare abbia usato quel che abbiamo versato noi non per ripagarlo».
Fregoli e gli altri denunciano anche il fatto che la società, di fatto, non ha attività su Roma ma solo su Scansano e che sarebbe retta da Giovanni Angelini, fratello di Fabrizio, convivente di Marcella e titolare della ditta incaricata dei lavori. È anche con lui che in questi anni hanno tenuto i rapporti.
In conclusione chiedono al tribunale di dichiarare il fallimento della Poggio del Sole. Il loro piano per cercare di non perdere tutto, finire i lavori e prendere possesso delle case, è di accendere ciascuno un mutuo con la Cassa di Risparmio di Firenze, filiale di Scansano, per finire di pagare loro stessi i soldi che mancano.
«La banca, però, ci ha sbattuto la porta in faccia – spiega Fregoli – ha rifiutato la nostra offerta e, invece di andare a rivalersi sulla ditta che a suo tempo aveva dato garanzie per una fidejussione da 1 milione di euro, ci ha pignorato le case e ci chiede quei 500mila euro, che nel frattempo con gli interessi sono diventati 641mila».
Insomma, non solo le famiglie hanno pagato il 90% del prezzo delle case senza avere ancora in mano lo straccio di un contratto, ma sono chiamate a pagare anche una cifra spropositata senza poter contare su quella fidejussione che avrebbe dovuto garantire loro l’acquisto in caso di intoppi.
A febbraio 2013, intanto, il tribunale di Grosseto dà loro ragione e accoglie l'istanza di fallimento. Con il sopraggiungere del fallimento la procedura di pignoramento è stata bloccata e questa è una buona notizia per le famiglie. Tutto però resta in sospeso, soprattutto una domanda: perché la banca non è andata a recuperare i soldi del suo mutuo chiedendo conto della fidejussione ma si è rivalsa su famiglie già provate dall’esborso di soldi e logorate da anni di attesa?
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