Finanza
Le idee non sono gratis, la rivolta dei creativi sul web
La campagna di sensibilizzazione “#coglioneNo” sta riscuotendo successo in Rete. A lanciarla è il collettivo Zero, di cui fa parte il grossetano Niccolò Falsetti. Ecco i tre video. Cosa ne pensate? E come si può risolvere il problema?
GROSSETO. "No, ci siamo capiti male. Per questo progetto non c'è budget, però ti fa curriculum e ti dà visibilità. Del resto non è quello che ti piace fare?". La scena è surreale, il dialogo no. È quello che centinaia di giovani che muovono i primi passi nel mondo della comunicazione, del marketing, della pubblicità e della fotografia si sentono ripetere quando chiedono un compenso per il servizio svolto. A far esplodere il paradosso - in maniera geniale - è la campagna di sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi lanciata dal collettivo Zero, di cui fa parte il grossetano Niccolò Falsetti. L'iniziativa sta riscuotendo molto successo sul web, dove l'hashtag #coglioneNo spopola.
L'idea dei realizzatori della campagna è stata quella di decontestualizzare il dialogo, sostituendo i creativi con dei lavoratori tradizionali. Protagonisti dei tre video, infatti, sono un antennista, un giardiniere e un idraulico che dopo aver svolto le loro mansioni non vengono pagati. Il corto circuito è immediato e la scenetta si chiude con lo slogan "Creativo sì, coglione no". Una chiara denuncia della svalutazione delle professionalità creative, che spesso ha successo anche per colpa di chi accetta di fornire servizi in cambio di visibilità o per inseguire uno status symbol.
VIDEO 1: IL GIARDINIERE
VIDEO 2: L'ANTENNISTA
VIDEO 3: L'IDRAULICO
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