Il Tirreno

Grosseto

L’oasi del lusso licenzia i suoi dipendenti

di Elisabetta Giorgi

Due esuberi all’hotel Terme di Petriolo e ottantuno in Italia: Unipol e Atahotels riducono il personale

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PETRIOLO. Ottantuno licenziamenti in tutta Italia, di cui due in Maremma, travolgono l’oasi del lusso: l’hotel Terme di Petriolo. Precipita così la situazione di questa struttura eccellente fiore all’occhiello del turismo in Maremma. Una spirale negativa che ha visto negli ultimi tempi progressivamente declinare le sorti dell’albergo a 5 stelle, proprietà del gruppo Unipol e inserita nella catena italiana Atahotels.

Una crisi che era nell’aria da tempo. La catena Atahotel è un colosso che conta 20 alberghi in tutta Italia: 9 strutture a 4 stelle in Lombardia, una a Roma, 2 in Sicilia, una in Sardegna. Due a 5 stelle in Italia, di cui uno il “Principi di Piemonte” a Torino e l’altro l’hotel Terme di Petriolo. La recente acquisizione della catena ricettiva, ex proprietà della famiglia Ligresti, da parte del gruppo Unipol che ha acquisito la Fondiaria Sai non ha prodotto, a quanto pare, i benefici sperati da lavoratori e sindacati riguardo al piano industriale per il rilancio delle strutture alberghiere. Anzi.

Su un totale di 384 addetti la situazione è precipitata proprio negli ultimi tempi, e sono stati annunciati licenziamenti in tutta Italia per 81 lavoratori, di cui proprio 2 a Petriolo. Il 15 ottobre scorso la società ha comunicato da Milano la “procedura per riduzione di personale” che interesserà il responsabile amministrativo (nonché economo) dell’hotel, e un’altra addetta al personale e al magazzino. A nulla sono valsi i tentativi di accordo sindacale per impedire il licenziamento. Risale al 9 gennaio 2014 l’incontro finale - a Roma al ministero del Lavoro - relativo alla procedura di licenziamento collettivo (legge 223/91) aperta da Atahotel proprio in data 15 ottobre. L’esito, spiega Lucia Anile (Filcams Cgil nazionale) è stato negativo, «a fronte della determinazione miope dell’azienda di procedere a ogni costo al licenziamento di lavoratrici e lavoratori coinvolti dalla procedura». I sindacati hanno chiesto alla proprietà Unipol di attivare tutti gli strumenti utili per la salvaguardia dell’occupazione (cassa integrazione in deroga, riduzione oraria, riqualificazione professionale, ricollocazioni interne, formazione professionale, esodi volontari incentivati, strumenti peraltro giudicati credibili dallo stesso ministero), ma Unipol/Atahotel non avrebbe voluto sentire ragioni, volendo da subito procedere alla messa in mobilità degli addetti dichiarati in esubero. Al ministero del lavoro, che ha dovuto prendere atto di questa “indisponibilità” aziendale a procedere con gli ammortizzatori, non è rimasto che stilare un verbale di mancato accordo che ha espresso rammarico per la conclusione negativa della vertenza. Lo stesso ministero ha eccezionalmente dichiarato la propria disponibilità a riaprire il confronto a fronte di un ripensamento della posizione sostenuta da Unipol/Atahotel, ma ha dovuto convenire che Atahotel «ha la facoltà di attivare i licenziamenti». I sindacati a livello nazionale sono sul piede di guerra; Filcams-Fisascat-Uiltucs hanno giudicato inaccettabile la posizione dell’azienda proclamando lo stato di agitazione. Intanto a livello locale l’hotel Terme di Petriolo pare votato al suo destino.

Il lussuoso hotel maremmano (al momento chiuso) conta 4 lavoratori a tempo indeterminato (di cui la metà che stanno per essere licenziati) e circa 45 tra lavoratori a tempo determinato, impiegati “extra” e collaboratori occasionali che lavorano quando la struttura è aperta. Negli anni, l’apertura stagionale è andata assottigliandosi fino a tagliar fuori dal calendario persino il Capodanno, che intercettava tradizionalmente il “pienone” di clienti. E se in passato la chiusura dell’hotel era a fine novembre e poi le porte riaprivano il 31 dicembre (due settimane) e di nuovo si spalancavano a metà marzo, quest’anno l'hotel è stato chiuso il 4 novembre, per riaprire (forse) il 16 aprile.

Scrolla le spalle Alessandro Ercolani, ex direttore di Atahotels Petriolo spa resort e che ha concluso il suo rapporto di lavoro il 30 giugno scorso. «Mi spiace - spiega lui - il fatto che noi per quattro anni abbiamo lavorato per far diventare questa struttura un gioiello e un punto di riferimento per l’offerta del benessere in Toscana e in Italia. Dopo che me ne sono andato - chiosa - non conosco il decorso dei fatti e se sono state fatte scelte diverse...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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