Italia
Ex Mabro: sabato esce il bando
Oggi nuova assemblea dei lavoratori, cassa integrazione in pericolo
GROSSETO. Due settimane esatte per scrivere il futuro dell’ex Mabro. È questo il tempo dettato dal commissario giudiziale Giampiero Russotto che ieri mattina nella sede di Confindustria ha incontrato i sindacati e il direttore Antonio Capone per sciogliere due nodi: quello del bando per la vendita della società e quello per il rinnovo della cassa integrazione. Per quanto riguarda la cessione di Abbigliamento Grosseto, per la quale è stato dichirato lo stato d’insolvenza da parte del tribunale di Grosseto, il percorso è già segnato. Sabato, sui quotidiani nazionali Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore verrà pubblicato il bando e il 28 gennaio verranno aperte le offerte ricevute per l’acquisto della Mabro. Che sarà venduta intera oppure suddivisa in due rami d’azienda. In questo modo, non c’è stato bisogno nemmeno di passare attraverso l’approvazione da parte dei lavoratori. La scorsa settimana infatti, quando il commissario aveva proposto ai dipendenti della società la vendita in due rami d’azienda, parte delle vestaglie azzurre aveva protestato e i sindacati avevano inviato a Russotto una e-mail con alcune richieste di spiegazioni.
Così però, con un bando aperto, tutto sarà deciso da chi acquista che dovrà garantire il mantenimento dei posti di lavoro per almeno tre anni e, soprattutto, la disponibilità di capitali per rilevare la società e mettere la parola fine alla crisi della Mabro.
Oggi alle 17 i sindacati che ieri hanno incontrato il commissario incontreranno i lavoratori in azienda, nel corso di un’assemblea. In discussione non ci sarà tanto il bando che verrà pubblicato alla fine della settimana, quanto la situazione sulla cassa integrazione che il sei febbraio scadrà. Ieri sera era in corso una verifica al ministero dello Sviluppo economico per capire come fare ad uscire da questa situazione. «Il problema serio è che i lavoratori rischiano di restare senza ammortizzatori sociali - dice Fabio Della Spora, segretario della Femca Cisl - perché la scadenza della cassa integrazione arriverà quando ancora, probabilmente, la società non sarà venduta o quando ancora l’accordo per la cessione non sarà formalizzato». Quello che dovranno fare i sindacati insieme al commissario e con Confindustria sarà capire se al ministero esistono degli strumenti in grado di dare copertura economica a chi sta rischiando, ancora una volta, di restare senza stipendio. «L’unica nota positiva in questo periodo difficile - dice il sindacalista - è il passaggio dei 12 dipendenti che sono ancora nell’affitto del ramo d’azienda di Royal Tuscany e che ora passeranno in Abbigliamento Grosseto». Poi, per tirare le fila di questa vertenza che ormai da due anni tiene i lavoratori della fabbrica di abbigliamento di via Senese e l’intera città con il fiato sospeso, ci vorranno ancora un paio di settimane: e vedere, in sostanza, se le manifestazioni d’interesse ricevute in queste settimane dal commissario diventeranno contratti firmati per rilevare la società e tirarla così fuori dal pantano. (f.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
