Il Tirreno

Grosseto

Riaperte le casette cinquecentesche

di Francesca Ferri
Riaperte le casette cinquecentesche

Già sede del polo universitario al Cassero, diventano spazi di cultura e arte. Stellini: «E adesso pensiamo alla caffetteria»

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GROSSETO. Nuovi spazi per la cultura in antiche stanze riportate alla fruizione pubblica. Le casette cinquecentesche riaprono al pubblico in una nuova veste di “contenitore” culturale e artistico, al passo con la tecnologia ma senza perdere il fascino di mezzo millennio di vita.

Il complesso, che si trova all’interno del Cassero senese e che in passato ha ospitato il polo universitario grossetano, è stato riaperto venerdì scorso dopo un periodo di chiusura necessario al riallestimento complessivo. L’intervento è stato possibile grazie a un finanziamento a fondo perduto della fondazione Monte dei Paschi di Siena, con cui il Comune ha pagato lavori di ristrutturazione edile e impiantistica. Altri contributi dell’Ente Cassa di risparmio di Firenze e della Banca di Credito cooperativo della Maremma hanno permesso di allestire e arredare gli spazi e dotarli di impianti tecnologici. I lavori all’impianto elettrico e alla rete telematica li ha fatti Investia.

«Siamo contenti», spiega l’assessore alla Cultura Giovanna Stellini. «Quando ti poni un obiettivo, certo passa il tempo, ci sono tempi amministrativi. Ma alla fine le cose sono portate a termine». L’inaugurazione è stata l’occasione per presentare il libro di Mariagrazia Celuzza e Mauro Papa “Grosseto visibile”.

Entrando nella struttura, dunque, il visitatore troverà una prima saletta di ingresso e un locale che può essere usato sia come ripostiglio che come stanza di lavoro. Poi le scale per salire al piano superiore e, qui, due ampi spazi. «Sono spazi polivalenti – spiega Stellini – che abbiamo attrezzato in modo da poter usare sia come sala conferenze con videoproiettore, che come sala studio per eventuali workshop e laboratori, sia come spazi per mostre con pannelli rimovibili».

Oltre alle due grandi sale ci sono altre stanze al momento non arredate ma che in futuro potrebbero essere sfruttate per varie attività. «All’interno del complesso c’è anche una chiesetta sconsacrata molto suggestiva», aggiunge Stellini.

Il Comune ha inoltre realizzato un nuovo impianto di videosorveglianza dell’intero complesso monumentale. Le telecamere, al Cassero, ci sono da tempo, ma altrettanto lontano nel passato è il momento in cui hanno smesso di funzionare. Per questo il complesso ha versato per anni nel degrado. L’intervento di recupero è, nell’intento del Comune, proprio quello di contribuire a ravvivare l’area in modo da convogliarci gente che vuole fruire pacificamente degli spazi e tenere fuori i vandali.

Non di sola cultura, però, si alimenteranno le casette cinquecentesche. «Non abbiamo abbandonato il progetto di realizzarci una caffetteria, dobbiamo però ampliare i locali», spiega Stellini.

Questi spazi, adatti a ospitare mostre, conferenze, congressi, lezioni – il prossimo appuntamento è Piazzalibri, la kermesse organizzata dalla Biblioteca Chelliana – potranno essere usati dal Comune e da soggetti privati. «Ancora non abbiamo stabilito le tariffe per l’affitto ma certamente il nostro desiderio è permettere la fruizione di questi spazi il prima possibile», conclude Stellini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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