Lutto
Più di 800 grossetani hanno chiesto la rateizzazione
GROSSETO. A metterli tutti assieme riempirebbero il teatro Moderno: più di 800 grossetani hanno richiesto la rateizzazione della Tares al Comune. La notizia arriva a un mese dalla riunione che l’11...
GROSSETO. A metterli tutti assieme riempirebbero il teatro Moderno: più di 800 grossetani hanno richiesto la rateizzazione della Tares al Comune. La notizia arriva a un mese dalla riunione che l’11 dicembre 2013 ha visto da un lato un gruppo di esercenti imbufaliti e dall’altro il sindaco Emilio Bonifazi, il suo vice, Paolo Borghi e il collega di giunta Giancarlo Tei (Ambiente).
Lì gli amministratori hanno spiegato le loro ragioni, richiamato alle responsabilità del governo di Roma e offerto la via d’uscita: quattro rate, una al 31 dicembre, poi 28 febbraio, 30 aprile e 30 giugno. La divisione dei pagamenti sarebbe stata riservata agli imprenditori colpiti dai repentini aumenti della tassa sui rifiuti e alle famiglie.
E sono proprio queste ultime, strozzate dalla crisi, a essersi rivolte in massa agli uffici comunali. Per giovare della rateizzazione occorreva un requisito: essersi ritrovati con un avviso di pagamento superiore ai 250 euro, e grazie al salasso Tares non è stato difficile rispettarlo. «In tanti – ha spiegato ieri il vice sindaco, Paolo Borghi - hanno preferito pagare in più volte, soprattutto le famiglie».
E le aziende? «Sono meno della metà sul totale e hanno già pagato la prima rata. Tra queste c’è chi ha fatto domanda per dividere l’importo in un paio di volte, qualcuno invece ha preferito tre rate. Noi abbiamo cercato di fare il massimo possibile e devo dire che da questo punto di vista sono soddisfatto».
Alla fine, dunque, quell’incontro dell’11 dicembre scorso tra commercianti e Comune a qualcosa è servito. Stesso discorso per l’aut aut delle associazioni di categoria, arrivato quella mattina. L’ha rivendicato due giorni fa il direttore dell’Ascom, Paolo Coli: «Avevamo detto all’amministrazione chiaro e tondo che senza l’arrivo delle rate non avremmo pagato». Ora tutti gli occhi sono puntati sul domani e sulle future imposte. Per quel che riguarda i rifiuti, la sfida sarà ridurre i costi di gestione e abbattere l’esborso di famiglie e imprese. Qualcuno dovesse riuscirci, da quelle 800 persone idealmente finite dentro il Moderno partirebbe un applauso. (m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
