Il Tirreno

Grosseto

Lotta con il lupo, cagna in fin di vita

di Fiora Bonelli
Lotta con il lupo, cagna in fin di vita

Scansano, due allevamenti aggrediti nella stessa notte forse da un unico predatore. Ma la guardiania lo mette in fuga

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SCANSANO. Quattro grandi cani di razza maremmana e due cuccioli dei Pirenei salvano un gregge al podere Fontanelle nella zona scansanese di Montepo. Ma la femmina cade sul campo ed è molto dubbio che sopravviverà. Gli altri, cuccioli compresi, sono usciti malconci, azzannati e feriti gravemente dalla lotta con un predatore di grandi dimensioni. Intanto un altro predatore (ma potrebbe essere lo stesso, viste le esigue distanze fra i due poderi), a Baticci, zona di Pancole, fa scempio di una pecora, ma anche in questo caso sono i cani che salvano il gregge.

Ormai è guerra aperta nella campagna di Scansano, quella della pastorizia, dove le numerose greggi sono guardati a vista da pastori e da cani e dove quotidianamente ci sono tutte le premesse per una battaglia sul campo. «Non sono più cani da guardiania, i nostri – commenta amareggiato un pastore –. Sono diventati cani da combattimento».

Ma ecco i due fatti avvenuti fra venerdì e sabato, entrambi nella medesima zona, tanto che si suppone che il predatore sia lo stesso. «È una bestia grossissima – spiega Fausto Cassai delle Fontanelle – già avvistato giorni fa da un tracciatore di cinghiali e che venerdì, verso le 14, è venuto a circa 500 metri da casa, attorno al gregge di circa 200 capi. Io ho sentito i cani abbaiare in modo eccezionale. Ma non mi sono allarmato subito. Sono sei cani da guardiania, quattro grandi maremmani e due cuccioli di appena un anno dei Pirenei. Ma siccome insistevano, mi sono avviato a vedere cosa succedeva. E da lontano ho visto schizzare veloce un grosso predatore e la femmina maremmana gli è andata dietro seguita dagli altri. Il gregge, terrorizzato è corso verso il capannone e si è salvato, ma i cani non sono tornati indenni: la femmina l’ho trovata sabato mattina in condizioni terribili, morsa e ferita dappertutto e non so se sopravviverà. E anche gli altri cani sono stati azzannati con violenza ma sono in condizioni migliori. Per fortuna mi hanno salvato il gregge, ma adesso le pecore chi me le guarda?».

Una storia simile anche per l’azienda Baticci di Pancole, una delle più grandi dello Scansanese, dove ormai i proprietari devono tenere a guardia dei vari greggi non solo i cani, ma anche per lo meno tre persone, come riferisce Loriana Mazzuoli, che ormai ha anche paura a mandare da solo il figlio di dieci anni attorno al podere.

«Venerdì mattina, verso le 5,30, abbiamo sentito i nostri cinque cani maremmani abbaiare in maniera così forte che ci siamo raggelati», racconta. «Il gregge era a nemmeno 50 metri da casa, in parte nella stalla e in parte nel recinto. Mio marito, con la lampadina in mano, e io ci siamo precipitati verso le pecore che teniamo al sicuro, fra la casa padronale e le stalle».

Il predatore ce l’aveva fatta a sgozzarne una, ma la luce della lampadina, i cani, le grida dei proprietari l’hanno costretto a fuggire. «Sempre facendoci luce con la lampada, abbiamo seguito le sue tracce – spiega Loriana – che abbiamo visto dirigersi verso un pascolo adiacente al nostro. Vi sono cespugli, lì attorno, e la zona è molto adatta a fare da nascondiglio. Penso che la bestia si sia rifugiata lì. Adesso sarà diventata stanziale e si allontana poco, credo. È la terza aggressione che subiamo in poco tempo. E ora dovremo sborsare altri 200 euro per smaltire la carcassa di una pecora. E così continuiamo a perdere denari».

Loriana e la sua famiglia hanno cominciato nel 1987. «In questi 150 ettari di terra – spiega Loriana – dal 1987 non ci eravamo mai trovati in condizioni simili. Io spero solo che i predatori non arrivino ad attaccare le persone. E in ogni caso vogliamo salvare l’azienda e noi stessi. Chiediamo troppo? E nemmeno possiamo vivere come reclusi. La vita diventa insopportabile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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