Il Tirreno

Grosseto

L’attenzione mediatica si spegne E il Moderno ora è uno “spreco”

di Pierluigi Sposato
L’attenzione mediatica si spegne E il Moderno ora è uno “spreco”

Il processo a Schettino non richiama più le folle dei primi tempi, né di curiosi né di avvocati e giornalisti Il “teatrone” da mille posti (e 3mila euro al giorno) non è più necessario, ma cambiare non si può

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Le resse dei primi tempi non ci sono più. Non solo quelle dei giorni immediatamente seguenti alla sciagura, non solo quelle dei giorni dell’incidente probatorio, non solo quelle dei primi giorni di udienza dibattimentale. Il processo Schettino è caduto un po’ nell’attenzione generale, adesso che la “discovery” è completa. Forse anche perché basta un colpo di clic e tutti se lo possono seguire stando seduti davanti al computer che rimanda le immagini in diretta.

Il processo al comandante della Concordia richiama comunque al teatro Moderno gli operatori del mondo dell’informazione (dieci-dodici costantemente presenti più fotografi, cameraman e tecnici) ma nelle ultime settimane ha visto assottigliarsi il numero degli avvocati presenti, mentre quello delle parti offese-spettatori (sempre esiguo,- si parla di pochissime unità) non registra variazioni significative. Tanto che Tribunale e Comune stanno valutando da tempo se e come spostare in altra sede il dibattimento.

Perché aprire il teatro costa al Comune proprietario dell’immobile tra i 2.500 e i 3 mila euro ogni volta. E poiché sono circa sessanta le udienze previste, è lampante che il costo della sola logistica è elevatissimo, a prescindere dal rimborso che in seguito arriverà dal ministero della Giustizia.

Già, ma dove trovare una sede migliore? Il drappello di pm, avvocati e consulenti (difficilmente nelle ultime settimana si sono superate le trenta presenze) potrebbe benissimo trovare spazio anche nell’aula di corte di assise del Tribunale di piazza Albegna - Fabbrini, come anche nella cosidetta “aula bunker” della Procura di via Monterosa. Ma questo non è un processo normale: è un processo anche ad alta tecnologia. Servirebbe un luogo idoneo per far spazio al maxischermo sul quale vengono proiettati filmati e slide, per ospitare l’impianto di amplificazione attraverso il quale vengono fatti ascoltare i contributi sonori, per ricavare una sala stampa che nella collocazione attuale è ideale e dalla quale lo stesso Tribunale dichiara di non poter prescindere, stanti le esigenze di informazione che una tragedia a carattere mondiale richiede. E un altro ambiente così non esiste nei locali già a disposizione della amministrazione della giustizia. E poi spostare le udienze in Tribunale o in Procura significherebbe alterare - per quattro giorni al mese e comunque per almeno sette-otto ore alla volta lo svolgimento della normale attività giudiziaria quotidiana. Insomma, il processo Schettino è già “condannato” a restare al Moderno.

I SERVIZI SULL’ANNIVERSARIO

ALLE PAGINE 2 E 3

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web