Il Tirreno

Grosseto

I “cacciatori” del buio in cerca di nuovi cieli

Giacomelli e Giubbilini fondarono nel 2008 la “buiometria partecipativa” E ora sull’inquinamento luminoso puntano a creare «un coordinamento italiano»

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GROSSETO. Esplorare il cielo notturno, mappare la luminosità aerea, scoprire quanto inquinamento luminoso turbi o meno il paesaggio, la natura e gli animali. Creare un piccolo ma prezioso “parco delle stelle” e un coordinamento nazionale importante in tutta Italia. A prefiggersi questa speciale missione è una coppia di amici maremmani che da qualche anno - dal 2008 - ha fatto da pioniere a uno strepitoso progetto che è tuttora in evoluzione: la “buiometria partecipativa”. Un progetto che sposa tecnologia, conoscenza del territorio e amore per l’ambiente.

I suoi fondatori (alias “cacciatori del buio”) si chiamano Francesco Giubbilini e Andrea Giacomelli, sono ingegneri ambientali e si “divertono” - armati di un piccolo marchingegno - a raccogliere dati sull’inquinamento luminoso; fenomeno che - dicono loro - non riguarda solo gli astronomi e gli astrofili «ma ha gravi ripercussioni sull’ambiente e la salute umana e dunque riguarda tutti». Un progetto nato come divulgativo, ovvero dal “basso”, e che punta a diffondersi il più possibile, a ogni livello e traversalmente, in ogni parte d’Italia. Vi possono partecipare normali cittadini, famiglie, scuole, e non solo tecnici. Basta munirsi di uno strumento neppure troppo costoso e proibitivo, uno “sky quality meter” altrimenti ribattezzato “buiometro” (costo un centinaio d’euro) e il gioco è fatto. Il gruppo stesso può mettere i suoi strumenti a disposizione di appassionati e volontari, che vogliano cimentarsi nella misurazione della qualità del cielo notturno. In Maremma la piccola stazione di misurazione è stata individuata da subito al Belagaio dove è partita l’avventura della coppia d’amici, e negli anni ha riscosso un sostanzioso seguito. Sono partite le misurazioni, le persone si sono incuriosite; ha iniziato a costruirsi una “rete” tuttora in crescendo, e vari gruppi sparsi di persone, in Italia, si sono appassionate a questa affascinante “caccia al buio”: si contano circa 60 volontari, una decina di esperti e varie (6-7) stazioncine di rilevazione. Ad maiora.

Intanto, dal maggio 2011 le attività della buiometria partecipativa sono portate avanti dall’associazione di promozione sociale Attivarti.org; poi dal gennaio 2013 il progetto fa parte di una rete europea di ricerca (le info sul sito www.buiometriapartecipativa.org).

Ora il gruppo punta a estendere ulteriormente la rete dei contatti per la raccolta di misure, proseguire con le attività divulgative e didattiche e con le attività di monitoraggio sull’inquinamento luminoso individuando nuovi soggetti interessati all’installazione di nuove stazioni. Crescere e realizzare, insomma, un coordinamento italiano. (el. gi)

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