Il Tirreno

Grosseto

Cucinelli e Zegna in corsa per Mabro

di Francesca Gori
Cucinelli e Zegna in corsa per Mabro

Tra pochi giorni verrà pubblicato il bando per la vendita C’è anche Armani, che per anni è stato un cliente

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GROSSETO. Sarà una settimana decisiva per l’ex Mabro. Entro venerdì il commissario giudiziale Giampiero Russotto farà pubblicare il bando per la vendita della società. Un bando che, come ha spiegato qualche giorno fa il commercialista pratese, potrebbe anche prevedere la suddivisione dell’azienda in due rami differenti e distinti. Soluzione questa, che è stata contestata da una parte dei lavoratori nel corso dell’ultima assemblea in fabbrica, durante la quale è stato dato ai sindacati mandato per chiedere ulteriori delucidazioni su questa operazione. «Non siamo contenti che la società venga divisa in due e venduta così - dice Nadia Perino, della rsu Cgil - ma se anche il commissario dovesse decidere davvero di fare un bando di questo tipo, chiediamo che venga assegnato più punteggio a chi vorrà rilevare la società tutta intera».

Una richiesta, questa, che il commissario giudiziale non farà fatica ad esaudire. Il bando infatti, prevede che chi si farà avanti per prendere l’azienda con gli oltre duecento dipendenti, avrà una corsia privilegiata rispetto a chi invece sceglierà di acquistarne solo una parte. Ma anche questa, visti i tempi, è una carta da giocare. Alla manifestazione d’interesse, poi, dovrà essere allegato anche un assegno circolare da centomila euro. Soldi che serviranno a garanzia della bontà dell’offerta. Dopodiché si aprirà l’asta. E nella settimana di Pitti Uomo, la kermesse fiorentina alla quale la Mabro quest’anno ha dovuto rinunciare, il toto nomi non è mancato: Brunello Cucinelli, Armani, Zegna. Nomi dell’alta moda italiana che però darebbero alla società garanzia differenti. Armani, ad esempio, per anni è stato cliente della Mabro. La “separazione” si è consumata mesi fa, quando la società guidata da Barontini non è riuscita a garantire la realizzazione dei capi che erano stati mandati a cucire a Grosseto. Ma nella casa di moda milanese, la qualità della produzione delle vestaglie azzurre è ben nota: quello che sembra essere certo, quindi, è che chi acquisterà la società, avrà nel suo portafoglio clienti proprio la griffe guidata da re Giorgio. Poi ci sono gli altri contatti, quelli i cui nomi ancora non sono stati svelati: grandi griffe pronte a rilevare l’azienda. Manca solo un tassello, oltre al bando: che l’interessamento di queste società venga manifestato attraverso la partecipazione al bando. E che gli imprenditori garantiscano la loro solidità economica.

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