Sicurezza
Candidato seguendo i consigli della figlia
Marcello Giuntini, sindaco di Montieri, lascia la fascia tricolore e si presenta alle primarie del centrosinistra a Massa
MASSA MARITTIMA. Un sindaco per Massa Marittima. Marcello Giuntini raccoglie la sfida e si presenta alle primarie: «Certi treni non ripassano».
Cinquantatré anni compiuti lo scorso 15 dicembre, unico uomo in una famiglia di donne (la moglie e le due figlie di 10 e 17 anni, Beatrice e Costanza). Impiegato all'Enel, da due mandati sindaco di Montieri, piccolo paese poco distante da Massa Marittima, città dove Giuntini abita da sempre, non ha mai lasciato il suo lavoro, perché lo stipendio da primo cittadino di Montieri non è così sostanzioso. Ama il mare e le gite in barca, nei momenti liberi si dedica al fai da te casalingo e se avesse tempo riprenderebbe subito ad arrampicare, una passione finita dentro un cassetto con gli anni. La decisione di dimettersi dalla carica di sindaco per dedicarsi completamente alla campagna pre elettorale, non è poi così scontata: Giuntini avrebbe potuto continuare a ricoprire il suo ruolo, almeno fino ai risultati delle primarie e poi se scelto dal popolo del centro sinistra fare il grande passo. Invece ha preferito lasciare l'amministrazione di Montieri ad un anno dalla scadenza naturale della sua legislatura, rimandando ai cittadini la scelta anticipata del suo successore. Coraggio o sicurezza di come andranno i giochi all'interno del suo partito? «Certi treni passano una sola volta – spiega Giuntini – Non sono uno sprovveduto, prima di prendere una decisione come questa ho cercato di capire la simpatia che i militanti del centrosinistra massetano hanno nei miei confronti. È chiaro che ho fatto le verifiche del caso, ma ciò che mi ha spinto a prendere parte alle primarie è stata soprattutto la passione che ho per la politica. Non l'ho fatto al buio è certo: sono mesi che il mio nome viene tirato in ballo insieme ad altri e sono mesi che io rifletto su questa possibilità. Anche Sergio Martini prima di me ha dichiarato di essere disponibile a candidarsi, ce la giocheremo, con lui e con chi si presenterà. Ho preso questa decisione con l'intenzione di vincere, se così non fosse non avrei problemi, tornerei al mio lavoro a tempo pieno e uscirei tranquillamente di scena».
Il clima politico della città del Balestro non è dei più miti, almeno dall'entrata in scena del movimento Massa Comune, che ha scosso e non poco la vita amministrativa: anche questo aspetto è stato messo in conto da Giuntini e pure dalla sua famiglia. «Con mia figlia più grande abbiamo parlato molto in queste settimane della mia candidatura, ha diciassette anni ed è una ragazza interessata a tutto ciò che succede nella città dove vive – racconta – Non nascondo che il clima degli ultimi anni la preoccupa un po', ma alla fine mi ha detto che questa è la mia passione e quindi devo andare avanti. Ho il pieno sostegno della mia famiglia, questo mi dà la forza per affrontare le prossime sfide. Massa Marittima ha bisogno di un programma di governo concreto, innovativo e coraggioso per poter affrontare davvero i problemi che la colpiscono, come il deficit di sviluppo e la mancanza di lavoro, soprattutto per i nostri giovani». Saranno proprio loro il target principale della campagna elettorale di Giuntini, il futuro della comunità ha bisogno di nuovi posti di lavoro per evitare che i ragazzi siano costretti ad andarsene. «Turismo, commercio, agricoltura, piccola e media impresa, energia – spiega ancora il candidato - in tutti questi settori c’è molto da lavorare per tornare a crescere. Le nuova programmazione dei fondi europei (sul turismo e sull’agricoltura, ad esempio) può essere di aiuto, sia al sistema pubblico sia a quello privato se, insieme, sapremo cogliere le occasioni che offre». Giuntini ha un unico rammarico: non presenziare con la fascia tricolore alle prossime inaugurazioni, che vedranno Montieri diventare una comunità all'avanguardia per quanto riguarda le energie rinnovabili. «Sono tutti piani in fase avanzata e quindi la parte politica diciamo, è conclusa da tempo, ora tocca ai tecnici fare il loro compito – spiega – L'unico rammarico è che non sarò io ad inaugurarli, ma certe occasioni capitano poche volte e vanno prese al volo».
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