La manifestazione
«Tre mosse per rilanciare il commercio»
Ascom punta su miglior accesso al credito, marketing e inglese. Coli: «Vogliamo fare cose utili agli associati»
GROSSETO. «Dobbiamo fare cose utili all’associato, non all’associazione» e «Torniamo a fare il nostro dovere istituzionale, quello di ascoltare i commercianti»: eccole le frasi che – se lette con attenzione - danno la cifra di quel che sta avvenendo in Ascom. A parlare sono il direttore, Paolo Coli, e la responsabile formazione, Gabriella Orlando. Insomma, in via della Pace prosegue l’onda lunga del cambiamento e (forse) del risentimento: via il direttore Paolo Regina, nel giugno del 2012, e via anche il coordinatore Simone Baldassari, marzo 2013. A confermare che un occhio è ancora rivolto al passato, spesso oggetto di palesi critiche, ci pensa pure il direttore attuale dell’Ascom, quel Paolo Coli che pareva destinato a essere un traghettatore e che, invece, sempre più sta assumendo contorni delineati all’intero della struttura organizzativa. Una scala gerarchica che resta ancorata a un altro interprete trasformato da possibile comparsa a attore di livello: Filippo Lombardelli, eletto presidente nel novembre 2011, a soli 33 anni, è colui che detta i tempi in un meccanismo dalle sfumature fragili. Sì, perché c’è la crisi economica che strozza il portafogli delle famiglie e mortifica le imprese. Ma, almeno questo quello che pensano in Ascom, restare fermi significa chiudere i battenti. Largo dunque a corsi di formazione e a un modello di gestione adatto a coinvolgere gli esercenti. «Il commerciante – dice Coli - ha bisogno di un appoggio sicuro, di essere ascoltato». E ancora: «Dobbiamo semplificare l’accesso al credito per le imprese e incrementare la formazione. Sino a oggi abbiamo fatto corsi per rispondere alle norme, ora c’è da andare oltre». Ecco perché sarà avviato un corso di marketing a numero chiuso, 10 partecipanti: verrà presentato il 20 gennaio. Il docente incaricato sarà Andrea Amerighi, che garantisce: «Parleremo di cosa è possibile fare per contrastare questo momento di crisi, come fuggire dall’immobilismo e lavorare su se stessi». Da questo progetto, dicono dall’Ascom, nascerà una struttura di contatto tra l’associazione e i soci «Per ascoltare, rilevare i fattori critici e fornire supporto e servizi». Alcuni partecipanti saranno selezionati per portare avanti il servizio. «Vogliamo migliorare pure l’approccio delle aziende al cliente. Scopo finale? Far tornare le imprese a fare profitto» evidenzia la Orlando, che promette: «Punteremo anche su corsi di lingua inglese e nuove tecnologie». Poi ancora stilettate alla vecchia dirigenza: Coli ricorda che l’Ascom è un’associazione provinciale, «Dunque deve muoversi su tutto il territorio e non, come fatto negli ultimi anni, solo a Grosseto». Infine il direttore rivendica risultati raggiunti e da perseguire: «Abbiamo chiesto ai Comuni di darci, entro il 31 dicembre, il calendario delle sagre. Presto vi diremo chi ci ha risposto e chi ci ha ignorati. Una cosa è certa: non glisseremo» e «Sulla rateizzazione della Tares abbiamo posto l’aut aut. Stiamo facendo un gran lavoro in ambito sindacale e presto presenteremo il calendario eventi 2014 dove Piazze d’Europa non si sovrapporrà a Gustatus: a Grosseto verrà fatta la settimana prima, poi ci sarà a Follonica». Fare cose utili all’associato, il segreto è tutto lì.
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