Sicurezza
Rinnovabili, beffa italiana
Sabatini (Provincia): «Politiche schizofreniche ne bloccano lo sviluppo»
GROSSETO. Quattordici impianti fotovoltaici autorizzati dalla Provincia di Grosseto nel 2008, altrettanti nel 2009, addirittura venticinque nel 2010 e venti nel 2011. Poi il tonfo: solo otto nel 2012, tre nel 2013. È l’effetto del cambio di marcia del governo sulle politiche di approvvigionamento energetico dalle fonti rinnovabili che, negli ultimi anni, sono passate da essere super incentivate, con fondi pubblici dati a chi decideva di mettere pannelli o piantare pale eoliche, ad essere messe da parte con la chiusura del rubinetto degli incentivi.
«Un atteggiamento poco coerente, schizofrenico», secondo il vicepresidente della Provincia, Marco Sabatini, che così definisce «le scelte dell’Italia in materia di energia da fonti rinnovabili negli ultimi anni... che danneggia pesantemente lo sviluppo di questo settore nel nostro Paese». E la Maremma e l’Amiata sono in cima alla lista.
Qui, dal 2005 al 2013, la Provincia ha autorizzato la costruzione di 106 impianti da fonti rinnovabili (cinque sono in fase di realizzazione) tra eolici (uno), fotovoltaici (ottantanove), idroelettrici (uno) e da biomasse e biogas (quindici). Per un totale di 82.935,18 Kilowatt di potenza, dei quali 20mila dal parco eolico Poggi Alti di Scansano (sorto nel 2005), 48.308,18 dal fotovoltaico, 250 dall'idroelettrico (centrale di Scarceta a Manciano) e 14.377 dalle biomasse e biogas (tutti impianti sotto i 999 Kw). «Per non contare – spiega Sabatini – tutti i piccoli impianti domestici che non hanno bisogno dell'autorizzazione della Provincia e, però, non rientrano nel nostro computo».
Energia che ha dato vita anche a una fiorente iniziativa imprenditoriale e a un indotto che hanno creato molti posti di lavoro. La Provincia in questi anni, spiega Sabatini, ha fatto il suo. «Con un’attenta pianificazione, il Piano territoriale di coordinamento, abbiamo contribuito ad un vera esplosione del settore delle rinnovabili senza intaccare minimamente il paesaggio. Nella nostra provincia, si è sviluppato in pochi anni un tessuto di competenze e di aziende molto importante e l’installazione degli impianti ha favorito la conservazione del tessuto rurale. Gli importanti investimenti, pubblici e privati, che sono arrivati negli anni, oggi registrano una brusca contrazione con arresto della domanda, preoccupanti crisi aziendali e occupazionali anche per le oltre 900 aziende operanti in Maremma e sull’Amiata».
Il nodo del problema, secondo Sabatini, non sarebbe neanche tanto la soppressione degli incentivi. «Basterebbe abbassare le tasse e si avrebbe lo stesso effetto di incentivare le installazioni», spiega il vicepresidente della Provincia. «Quello che manca è che il settore vive nell’incertezza, che si passa da un estremo all’altro. Prima la Maremma era terra di conquista per chi voleva installare un impianto da energie rinnovabili, «nonostante ad attraversare il territorio difficilmente ci si imbatte in impianti che hanno un impatto forte». Adesso il mercato è fermo. «Addirittura – spiega Sabatini – un paio d’anni fa facemmo un bando per mettere i pannelli sui tetti delle scuole superiori della Cittadella dello studente. Nel frattempo, però, il governo cambiò rotta, tolse gli incentivi, eliminò il conto energia e alla gara non si presentò nessuno. Confidiamo che il governo possa riconsiderare la propria posizione, valutando il rischio che corre il Paese in un periodo economico già molto delicato».
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