Sicurezza
«Non mi ricandido anzi mi autorottamo Largo ai giovani»
Castel del Piano, Frediani non correrà per diventare sindaco «Avrei vinto ma non avrei potuto aiutare abbastanza»
CASTEL DEL PIANO. «Fare il mestiere di sindaco è difficile. Ma è ancora più difficile farlo bene». E poi «è il momento di dare spazio ai giovani e rottamare il vecchio». Mentre le elezioni amministrative sono alle porte e c’è chi corre ancora e chi corre per la prima volta, c’è anche chi si ritira.
A Castel del Piano in questa ultima schiera c’è Mariella Frediani, capolista alle ultime elezioni della civica “Per un comune di tutti” e attuale capogruppo di opposizione in consiglio comunale. Ormai da tempo la Frediani ha dichiarato che non si sarebbe ripresentata per una serie di ragioni, e lo conferma, chiudendo la legislatura corrente levandosi anche qualche sassolino dalla scarpa.
«Una volta – rammenta la Frediani – l’attuale presidente dell’Unione Franco Ulivieri, in occasione della mia candidatura a sindaco, mi disse che il mestiere di sindaco è difficile. Io penso che sia ancor più difficile farlo bene. Ma il massimo è starsene a casa e subire le scelte sbagliate degli altri, come ho deciso di fare io».
La Frediani che per dieci anni, dal 1985 al 1995, fece l’assessore nel governo Forti, e che poi è stata altri cinque anni consigliere nei banchi dell’opposizione, spiega: «Il mio contributo alla comunità l’ho dato. Sono soddisfatta di questi ultimi 5 anni, perché la minoranza ha seguito sempre puntigliosamente tutto, con interventi decisivi su argomenti di primo piano: il Piazzone, la sanità, la viabilità, il sociale. Stiamo tuttora insistendo sul mammografo che non è ancora arrivato, ma che credo sia per la strada. Mi fermo qui e spero che vi siano giovani che entrino a dirigere il paese, giovani che si impegnino per l’occupazione, per modernizzare, per crescere. Diciamo che scelgo l’autorottamazione. E forse chi la sbandiera tanto, seguendo lo slogan renziano, dovrebbe fare lo stesso. Mi riferisco a politici da decenni sulla scena locale e nazionale come Ulivieri o Franci. Anche loro potrebbero fare largo ai giovani».
Ma le ragioni dell’uscita di scena della capogruppo della civica sono anche altre, personali e “politiche”. «Intanto – spiega – lascio perché ho perduto mio marito, che era la persona con cui avevo condiviso questa avventura politica e che mi aveva dato la carica per mettermi in gioco. Ma lascio soprattutto perché sono sicura che vincerei e diventerei sindaco. E questa carica è molto scomoda adesso, soprattutto in un momento di crisi economica così marcata. Sarei costretta a dire troppi no, a mandare inevase tante richieste di aiuto. Richieste dal mondo giovanile, ma anche dal vasto mondo degli extracomunitari. Gli direi no, perché penso che prima dobbiamo aiutare i nostri e dopo quelli che vengono da fuori. Non c’è da mangiare o quasi nemmeno per noi e io ritengo che le pochissime risorse che il comune ha a disposizione non possano essere destinate prima agli stranieri. Credo che sia una grande ingiustizia. E siccome questo è un problema forte per il nostro comune che è popolato, ormai, da moltissimi stranieri, non saprei come invertire un trend che privilegia per tanti motivi residenti non italiani e in seconda battuta si interessa degli altri. Vedo una “equità” molto sbilanciata a favore di una parte. È evidente, dunque, che date queste premesse, non potrei andare d’accordo con un meccanismo amministrativo ormai collaudato. Lascio, dunque, e vinca il migliore».
Intanto, mentre l’attuale sindaco Claudio Franci ha dato la sua disponibilità a ricandidarsi, la minoranza della civica avrà, a breve, a un incontro per definire il candidato a sindaco, le alleanze e la squadra.
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