Proteste
«Il Coseca ha crediti esigibili»
Roberto Valente sui 3,5 milioni di euro che mancano in bilancio: «Abbiamo comprato le quote di Sei»
GROSSETO. Non è un buco, ma una “momentanea sofferenza”. L’ex presidente di Coseca, Roberto Valente, chiarisce i motivi per cui nel bilancio della società mancano 3,5 milioni di euro che, in qualche modo, i soci, cioè i Comuni, Grosseto in testa, dovranno ripianare.
Certo è che la gestione dei rifiuti, alla nostra città, costa davvero tanto. Il 20% delle uscite di bilancio vanno nel settore, circa 20 milioni di euro. E questo in una città scossa dalla stangata Tares e che non ha un sistema univoco di raccolta: da qualche parte c’è la differenziata, da altre parti il porta a porta, in centro ognuno fa quello che gli pare, i ristoranti raccolgono il vetro, la carta qualcuno la fa e qualcuno no. Insomma, un caos.
Intanto, però, Roberto Valente spiega: «In questo periodo, quando si parla di buchi, si è soliti sempre ricollegarli ad una mala gestione della società da parte dei suoi amministratori ritenuti colpevoli di spese ingiustificate e di assunzioni clientelari, se non addirittura della sparizione di soldi verso capitali esteri. Il famoso buco cui si fa riferimento nell'articolo è invece da ritenersi soltanto una momentanea sofferenza di Coseca dovuta esclusivamente ad alcuni fattori: in primis al mancato pagamento da parte di un Comune della provincia di Grosseto (Monte Argentario, ndr) dei corrispettivi relativi ai servizi di raccolta e spazzamento effettuati dall'azienda e rimasti ancora insoluti (superiori al milione di euro e per i quali, durante la mia presidenza, ho iniziato le procedure legali finalizzate al loro recupero). A questo si aggiunge anche, per una cifra minore ma pur sempre significativa, il mancato pagamento dei servizi svolti da parte di altri Comuni della provincia grossetana. L'altro aspetto che ha influito sui conti sono state le spese che l'azienda ha dovuto sostenere per partecipare alla gara per l'individuazione del gestore unico indetta da Ato e per l'acquisizione della quota societaria in Sei Toscana pari al 10,4%. Spese queste che non sono state rimesse ai Comuni soci nel corso del tempo, ma delle quali gli stessi dovranno farsene carico oggi che si è concluso il percorso di gara. Vorrei invece sottolineare che durante il mio mandato triennale tutti gli utili di esercizio, realizzati grazie ad un'oculata gestione (taglio delle spese, dei benefit e degli straordinari) sono stati accantonati come riserva straordinaria per incrementare il patrimonio netto della società che in tal modo è stato portato a più di un milione di euro. Non mi sembra opportuno quindi parlare di buco se si considera che i crediti vantati dalla società sono tutti esigibili in quanto dovuti dagli stessi Comuni soci. Ricordo infine che i dati e i bilanci degli anni scorsi sono a disposizione di tutti così che possa essere fugato ogni dubbio sulla situazione economica di Coseca e sulla gestione del suo consiglio di amministrazione prima del passaggio a Sei Toscana».
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