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Gettano rete lunga due chilometri in mare

Gettano rete lunga due chilometri in mare

Pesca di frodo al Puntone: per rimuovere l’attrezzo la guardia costiera chiama un peschereccio

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SCARLINO. Sequestrata una rete da pesca abusiva lunga due chilometri, calata di fronte al porto di Scarlino. L'attività illecita sta diventando un fenomeno preoccupante nel golfo: nonostante i numerosi interventi di controllo e di rimozione degli strumenti non regolari effettuati dalla guardia costiera, qualcuno continua a buttare nelle acque trappole illegali, creando danni alla fauna ittica, ma anche mettendo in serio pericolo le barche che si trovano a passare dal punto dove sono state gettate le reti. Proprio come in quest’ultimo caso.

Il maresciallo del Locamare di Follonica, Rossano Giannoccaro, ieri alle prime ore dell'alba è venuto a conoscenza della presenza di una nassa collocata abusivamente proprio nei pressi dell’ingresso del porto del Puntone. Una volta sul posto, il militare si è reso conto che, considerate le dimensioni della nassa (2mila metri circa), sarebbe stato impossibile tirarla su con il gommone in dotazione alla guardia costiera. È stato quindi utilizzato un peschereccio della zona e ci è voluta più di un’ora per portare a bordo la rete, sicuramente gettata nel corso della nottata. Priva di piombatura, era rimasta quasi in superficie; non era stata segnalata correttamente, aveva solamente un piccolo galleggiante rosso ad una estremità, fra l’altro al capo più a nord del porto. La trappola per pesci stavolta, non solo era stata buttata senza permessi, ma per di più rappresentava un serio pericolo per i mezzi che quotidianamente entrano ed escono sia dall’approdo turistico che dalla Fiumara.

Tutti i pesci intrappolati sono stati ributtati in mare e la rete trasportata al deposito comunale di Follonica. La guardia costiera ora infagherà per risalire ai colpevoli, che dovranno, se scoperti, non solo pagare una multa di circa 4 mila euro, ma anche rispondere all’autorità giudiziaria del reato di inosservanza delle norme sulla sicurezza della navigazione. «Il pescatore, sia esso sportivo o professionista – spiega il tenente di vascello di Piombino, Martino Rendina – dovrebbe, prima di collocare un attrezzo da pesca in mare, in maniera del tutto abusiva, valutare seriamente le conseguenze che tale comportamento potrebbe causare a un ignaro utente del mare, soprattutto quando lo stesso attrezzo non viene neanche adeguatamente segnalato». (p.v.)

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