Il Tirreno

Grosseto

Strage di cani, muore anche il settimo esemplare

Roccalbegna, pure il border collie di famiglia dell’allevatore Franceschelli è stato ucciso dal veleno. «Fuori i colpevoli»

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ROCCALBEGNA. Dopo la morte di sei splendidi cani abruzzesi guardiani del gregge di Giacomo Franceschelli, per l’ormai disperato allevatore arriva un altro colpo al cuore, una settima perdita, quella più dolorosa, forse.

Il suo personale border collie, infatti, quello che non lasciava mai il suo padrone, un cane che seguiva il pastore e serviva solo a radunare le pecore per portarle all’ovile o a mungere, ma sostanzialmente era l’ombra dell’allevatore, non c’è più.

È morto anche lui, ucciso, presumibilmente (per lo meno così crede Franceschelli) da qualche boccone avvelenato lasciato da ignoti nello stesso podere dell’altra volta, alle Capanne di Roccalbegna, dove il veleno uccise 3-4 giorni or sono 6 magnifici cani da guardia.

La carcassa dell’animale è stata affidata alla polizia provinciale che intanto ha mandato gli altri tre cani trovati morti da Franceschelli (tre invece non sono stati trovati, andati a morire chissà dove) in centri specializzati per gli esami tossicologici.

«Ma intanto – spiega Franceschelli – i poliziotti mi hanno riferito che a ucciderli, secondo le primissime analisi, è stato il veleno. Penso lo stesso che mi ha portato via il mio cane personale, quello che mi veniva dietro dall’alba al tramonto. Ieri sera (mercoledì ndc), racconta, sono andato dal mio podere Le Vene a quello delle Capanne, per rimettere il gregge. Il border collie mi ha seguito, come sempre. Mi ha aiutato a spingere il gregge e poi siamo tornati a Monte Labro. Ma stamani, quando presto sono uscito per andare dalle pecore, non l’ho visto. Non mi avrà sentito, ho pensato. Ma poi, visto che tardava, ho cominciato a chiamarlo sempre più forte. Ma da lui nessun segno. Così ho cominciato a temere qualcosa e mi sono dato da fare per cercarlo lì attorno. Ho guardato dentro i cespugli, fra l’erba e alla fine l’ho trovato. Era andato a morire in un fosso che scorre nella mia proprietà».

Ormai non c’era più nulla da fare. «L’ho raccolto e ho chiamato la polizia provinciale che è arrivata in giornata e ha preso la carcassa per le analisi di rito. Spero davvero che trovino i responsabili anche grazie alle indicazioni che ho dato – incalza Franceschelli – perché questa volta bisogna che i colpevoli o il colpevole di queste uccisioni vengano smascherati. Io, da parte mia, conclude, continuo ad avere i miei sospetti che ho condiviso con la polizia e sono convinto di sapere la verità».

Fiora Bonelli

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