Il Tirreno

Grosseto

Storni, è scattato il piano d’emergenza

di Elisabetta Giorgi
Storni, è scattato il piano d’emergenza

Contro l’assalto dei volatili il Comune ha avviato la bonifica straordinaria e studia soluzioni per “debellare” il fenomeno

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GROSSETO. Contro “l’emergenza guano” il Comune sta preparando la sua controffensiva. Non solo ha avviato la pulizia straordinaria delle zone più bersagliate da migliaia di storni con misure eccezionali in quattro strade, ma sta mettendo in piedi anche un piano di battaglia con dissuasori sonori e luminosi, per risolvere il problema alla radice.

Il fenomeno. Lo storno, che infesta notoriamente e da tempo i cieli e i marciapiedi romani, ha fatto la sua comparsa in Maremma - almeno nelle colossali dimensioni attuali - solo nelle ultime settimane. È un animale “gregario” che si sposta in gruppi compatti, disegnando movenze aeree tanto spettacolari quanto disastrose per le fetide conseguenze al suolo. Passa le sue giornate in cielo, scende per cibarsi e la sera si adagia negli alberi scacciando altri volatili rivali. Quasi sempre lo fa in modo rumoroso: con trilli e fischi. In via Montebianco, per esempio, gli abitanti raccontano di notti insonni e fastidiose guerre consumate nei rami dei pini, dal tramonto (quando arrivano gli stormi) fino all’alba del giorno dopo. «Sono arrivati a frotte intorno al 23 dicembre», racconta un abitante di via Adamello.

Le segnalazioni. A Grosseto sono una decina i punti più critici. La scuola elementare di via Montebianco è quella dove il guano ha assunto i contorni dell’emergenza, spingendo le mamme a gesti eclatanti per sollevare l’attenzione istituzionale. Ma ci sono anche altre zone: qualche impianto sportivo, il campo di bocce a Barbanella, via Gozzi. «Io abito in via Aurelia nord e non posso nemmeno tendere i panni - lamenta un grossetano - Nella zona della stazione, dell’ex mattatoio e di via Monterosa, la situazione è terribile». In Comune a Grosseto - dice Giancarlo Tei, assessore all’ambiente - «abbiamo ricevuto una decina di segnalazioni».

La bonifica. Ieri l’intera via Montebianco è stata transennata di fronte alla scuola per consentire la pulizia straordinaria. «Abbiamo istituito il divieto di sosta», dice l’assessore Luca Ceccarelli. E finché durerà l’emergenza, finché insomma i volatili non se ne saranno andati, sarà sempre così. Per due volte a settimana il divieto interesserà via Montebianco e altre 3 vie contigue. Qui Sei pulirà strade e marciapiedi infestat. La stessa Sei ieri, fuori dalla scuola, ha messo in campo una idropulitrice. «Una normale spazzatrice non riusciva a pulire - continua Ceccarelli - essendo il guano di questi storni particolarmente scivoloso». Ma sul posto è stato un via vai di furgoni, non solo di Sei. Il Comune ha messo in campo gli operai della ditta Edilmark per bonificare il cortile della scuola. Decine i cumuli di guano ammucchiati e portati via come rifiuto “indifferenziato”.

Come difendersi. Poiché la luce disturba gli storni, il Comune sta cercando di capire se installare “faretti” sui pini. «Una soluzione - dice Ceccarelli - che potrebbe rivelarsi la più semplice ed economica», e che è stata vagliata da Investia, ieri in un sopralluogo. Ma si pensa anche ai suoni. «Ci sono dissuasori - dice Tei - che ripetono il grido d’allarme degli storni, alternati a quelli emessi dai rapaci, falchi o poiane. Non solo: metteremo sugli alberi e i tetti anche “modelli” che riproducono falchi in volo». Ieri il Comune ha incontrato il Consorzio Bonifica per lavorare insieme. Resta il problema che, se in altre zone è consentito sparare agli storni (solo in tre province toscane non è possibile: oltre a Grosseto, Massa Carrara e Arezzo), i volatili si riparano laddove, anche in Maremma. «Ho chiesto agli uffici della Provincia - conclude Tei - di verificare la possibilità di mettere insieme un tavolo tra Regione, Ispra, Provincia e Comuni per capire se siamo di fronte a un nuovo fenomeno, quali siano le nostre criticità e se le condizioni che abbiamo siano simili a quelle che in altre città hanno portato a piani di abbattimento (i cui elementi sono il frutto in pianta e il danno alla coltura)».

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