Il Tirreno

Grosseto

Si impicca nel garage di casa

Si impicca nel garage di casa

Prima di togliersi la vita ha mandato un sms al figlio. Lo ha trovato la moglie

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GROSSETO. Avrebbe dovuto cominciare una terapia, aveva cercato aiuto, contattato uno specialista per guarire da quella brutta malattia che è la depressione. Ma il male, questa volta, è stato più veloce di lui. Lo ha ucciso, a 64 anni, spingendolo a mettere la testa in una corda appesa a un gancio e a lasciarsi andare dallo sgabello sul quale era salito. È stata questione di pochi centimetri, quelli che non è riuscito a colmare con la sua altezza una volta che si è lasciato cadere giù.

È morto così, ieri verso mezzogiorno, un tributarista di Grosseto che negli ultimi mesi aveva avuto alcune difficoltà al lavoro e che lo avevano fatto piombare in una spirale di dolore dalla quale non è riuscito ad uscire. Il sessantaquattrenne, ex dirigente dell’Ascom, aveva fondato una società di consulenza insieme a un collega ma qualche tempo fa aveva deciso di lasciare lo studio. Erano cominciati i primi problemi. I primi brutti pensieri, confessati anche ai suoi familiari. Lo aveva detto, qualche volta, che non ce la faceva più ad andare avanti. Anche ieri, se l’è ridetto tra sé e sé prima di entrare nel suo garage, mandare un sms al figlio per dirgli che se lo avesse cercato sarebbe stato lì, sotto casa, e mettersi quel cappio al collo.

Il figlio dell’uomo era al lavoro e non avrebbe potuto vedere il cellulare prima di due ore.

È stata la moglie a trovarlo. La donna era andata in garage per prendere la sua auto e uscire per delle commissione. Ha dato subito l’allarme, ma i sanitari del 118 hanno potuto soltanto constatare la morte del tributarista. È arrivata anche la polizia, con gli agenti delle volanti che hanno trovato a casa della famiglia, le lettere scritte dal sessantaquattrenne.

Non c’erano spiegazioni precise: c’era soltanto un grande dolore espresso a parole. Un dolore che lo ha spinto ad uccidersi. Il medico legale ha effettuato la ricognizione cadaverica e oggi il magistrato deciderà se procedere con l’autopsia o meno. (f.g.)

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