Il Tirreno

Grosseto

Quattro mesi per il tentato colpo alle slot

Quattro mesi per il tentato colpo alle slot

ORBETELLO. Lui, quello arrestato, è già stato processato ed è tornato libero. Sulle tracce degli altri due, i complici, i carabinieri sono già dalle primissime ore dopo il furto, visto che l'arrestato...

2 MINUTI DI LETTURA





ORBETELLO. Lui, quello arrestato, è già stato processato ed è tornato libero. Sulle tracce degli altri due, i complici, i carabinieri sono già dalle primissime ore dopo il furto, visto che l'arrestato ha fatto addirittura ascoltare ai militari una conversazione telefonica con loro.

Ioan Martin Pana, 24 anni, cittadino romeno abitante a Ladispoli, è il giovane arrestato nella notte tra lunedì e martedì a Orbetello perché ritenuto responsabile del tentativo di furto al bar La Perla di via Volontari del Sangue, ai danni della slot machine e della macchina cambiamonete. Era stato trovato nelle vicinanze del bar, a bordo di una Bmw, ma la sua descrizione corrispondeva in pieno a quella data dalla guardia giurata che per prima aveva dato l'allarme. Il giudice Compagnucci ha convalidato l'arresto chiesto dal pm Navarro e lo ha liberato subito dopo. La pena patteggiata con il difensore Tisi (4 mesi e 80 euro) è stata sospesa.

L'allarme era partito poco prima dell'1.30 della notte, quando il metronotte aveva visto che qualcuno stava trafficando dentro al bar. Aveva dato l'allarme e sul posto si era precipitata la gazzella del Norm. I ladruncoli si erano allontanati ma su un'auto trovata a poca distanza c'era appunto Pana: il quale aveva spiegato di essere a Orbetello per vedere una ragazza. "Quale ragazza?". Il giovane non aveva saputo dare spiegazioni. Così Pana aveva poi finito per ammettere di essere implicato nel colpo, spiegando che probabilmente gli altri due erano ancora in zona. In verità non era proprio così visto che alle 4 i complici erano a Civitavecchia: ciò è stato stabilito quando Pana ha fatto ascoltare ai militari (uno dei quali comprende il romeno - da qui si deduce che si tratti di suoi connazionali) una telefonata con uno di loro.

Nell'auto c'era un cacciavite, mentre altri cinque, più un piede di porco e una cesoia da 77 centimetri erano stati trovati nel bar dove erano entrati dopo aver forzato la porta, abbandonati dai malviventi che si erano anche disfatti delle 51 monete ricavate nella prima fase del raid. Mentre il denaro è stato restituito al proprietario, gli attrezzi in sequestro sono stati destinati dal giudice alla confisca.(p.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini