Il Tirreno

Grosseto

Ottanta lavoratori contro l’accelerazione della procedura

Sono un’ottantina i dipendenti dell’ex Mabro che hanno firmato una lettera, ieri, per spiegare quello che è successo in assemblea e per chiarire quello non andrebbe nella gestione della vertenza da...

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Sono un’ottantina i dipendenti dell’ex Mabro che hanno firmato una lettera, ieri, per spiegare quello che è successo in assemblea e per chiarire quello non andrebbe nella gestione della vertenza da parte del commissario. «La confusione nasce proprio dalle sue parole - dicono - Russotto ha esordito sostenendo che la legge Prodi era un atto automatico: affermazione priva di ogni fondamento. Poi è passato al balletto delle soluzioni. Prima una cooperativa, poi due importanti società, Armani e Forall, che avevano manifestato interesse e quindi si sarebbe proceduto con il bando, infine lo spezzatino proposto ai sindacati. Su questa ultima proposta siamo giunti all'assurdo: affitto di ramo d'azienda, anzi no cessione di ramo d'azienda, anzi ancora no due cessioni e una cooperativa, anzi, contrordine, la cooperativa non è possibile». I lavoratori dell’azienda che si sono trovati in disaccordo con i sindacati, chiedono chiarezza. «Non siamo ancora entrati nella procedura della legge Prodi - dicono - Nel caso il commissario non rilevasse possibili condizioni favorevoli, il giudice emana un provvedimento di normale fallimento. Normale perché anche la legge Prodi è, per la proprietà, un fallimento. Se i tempi si accorciano e se l’attività della nostra azienda riparte ancor prima di attivare effettivamente la Prodi saremo le prime ad esserne contente, ma è incomprensibile a tutti i motivi di questa urgenza se il risultato deve essere lo spezzatino di Abbigliamento Grosseto e ci chiediamo che fine hanno fatto gli interessamenti di Armani e di Forall. Noi sappiamo che la nostra azienda è un'unica attività produttiva e dividerla in due o più rami vuol dire condannare tutti al fallimento entro breve tempo. Sappiamo anche che purtroppo le nostre divisioni resteranno, ma le abbiamo sempre avute e non ci hanno mai impedito di lavorare gomito a gomito, svolgendo bene il nostro lavoro». A chi gioverebbe, quindi, questa soluzione? «Certamente sbagliamo - dicono - ma sospettiamo che solo il concordato Royal Tuscany trova beneficio da tale soluzione, perché un eventuale impegno di affitto dell'intero edificio potrebbe portare al rigetto o a un rinvio della richiesta di fallimento da noi avanzata, perché si affermerebbe che con i ricavi derivati dalla locazione di potrebbe soddisfare i creditori, soprattutto noi stessi, e quindi portare finalmente a conclusione il concordato».

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