Il Tirreno

Grosseto

Ex Mabro: il bando pronto a breve

di Francesca Gori
Ex Mabro: il bando pronto a breve

Il commissario propone la vendita di due rami d’azienda, entro la fine della prossima settimana la gara sarà pubblica

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Entro la fine della prossima settimana, il bando per la vendita della Mabro sarà pubblicato. Il commissario giudiziale Giampiero Russotto tira dritto, senza fermarsi a sentire i mugugni che arrivano dalla fabbrica, dove due giorni fa si è svolta l’assemblea dei lavoratori che, pur con le dovute differenze di posizione, hanno dato mandato ai sindacati di chiedere al commercialista pratese delucidazioni sul percorso che vuole intraprendere. «Quello che ho proposto ai sindacati è molto semplice - spiega Russotto - ovvero chiedere ai lavoratori se c’è la disponibilità a creare due rami d’azienda per vendere la società. Un’ipotesi che è stata resa necessaria dal grado di conflittualità tra le maestranze».

Il commissario quindi, se il piano sarà avallato dai lavoratori, scinderebbe in due Abbigliamento Grosseto che potrebbe quindi essere venduta a due differenti imprenditori. «Il problema che mi si sta ponendo in questi giorni - dice il commissario giudiziale - è quello dell’appetibilità della Mabro sul mercato italiano soprattutto. Gli imprenditori che mi hanno contattato hanno sottolineato tutti questo problema della conflittualità tra lavoratori. La suddivisione in due rami d’azienda servirebbe a bypassare questo problema». Il commercialista pratese aspetta una risposta dai sindacati lunedì mattina, quando incontrerà le parti sociali alla sede di Confindustria, dove è convocato il tavolo per la richiesta della cassa integrazione. È questo il secondo nodo che Russotto deve scegliere. «Intanto prenotiamo la cassa integrazione per crisi - dice - in vista dell’apertura del procedimento di Prodi bis. Ma se non si vendesse l’azienda, intera o divisa, sarei costretto a mettere tutti in mobilità a partire dai primi di febbraio». Quello che interessa al commissario giudiziale è salvare la Mabro e la produzione delle vestaglie azzurre, la cui professionalità è riconosciuta in Italia e anche all’estero. «Ma finché non c’è un’offerta seria - dice - non è nemmeno il caso di parlarne. Perché tutto abbia un valore vero, è necessario che chi vuole comprare la società metta nero su bianco la propria offerta partecipando così all’asta e versando anche una fidejussione bancari a garanzia. Fino ad allora mi devo limitare a raccontare soltanto le chiacchiere che ho sentito».

La decisione di suddividere in due rami d’azienda la società e procedere alla vendita separata garantirebbe, probabilmente, il mantenimento di più posti di lavoro. «Nel bando verrà inserita la clausola del mantenimento del livello occupazionale per tre o quattro anni - aggiunge - e sono convinto che chi comprerà la società lo farà proprio per quel valore aggiunto dimostrato tante volte dalle lavoratrici, che hanno una professionalità appetibile». Ma il mercato si è contratto e in Italia ci saranno una ventina di aziende che lavorano in questo modo. La Mabro, ripeto, è appetibile ma deve diminuire la conflittualità tra lavoratori». Dividere chi proprio non riesce a lavorare fianco a fianco, senza guardare tessere d’iscrizione al sindacato. «Quello che è chiaro - aggiunge Russotto - è che in quella fabbrica ci sono rancori che vengono da lontano e che non c’entrano nulla con le divisioni politiche e sindacali. Il problema però è che in questo modo si rischia di far scappare gli investitori che non vogliono sentir parlare, in periodi come questi, di scioperi e blocco della produzione».

Ieri Giampiero Russotto non aveva ancora ricevuto l’email con le domande stabilite in assemblea. Risponderà, ovviamente. «Ma poi dovrà essere presa una decisione - dice - e sarebbe bene che lunedì si sciogliesse questo nodo, in modo tale da pubblicare il bando entro fine settimana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web