Proteste
Wwf: «La convivenza è possibile, ecco come in 5 mosse»
GROSSETO. «Lupi e allevamento possono convivere, è solo una questione di volontà, politica e amministrativa. In questo caso le parole d’ordine sono “prevenzione” e “corretta gestione dell’allevamento”...
GROSSETO. «Lupi e allevamento possono convivere, è solo una questione di volontà, politica e amministrativa. In questo caso le parole d’ordine sono “prevenzione” e “corretta gestione dell’allevamento”». Ne è convinto il Wwf che, alla luce della sua esperienza ultradecennale nella gestione di progetti di tutela dei grandi carnivori, propone cinque «mosse strategiche» per realizzare quel che, ad oggi, è stato impossibile: conciliare la presenza di greggi al pascolo e la sopravvivenza dei lupi.
La prima mossa riguarda l’adozione capillare di strumenti anti-predazione negli allevamenti. La seconda, promuovere una politica degli indennizzi unitaria, che faciliti le procedure amministrative e dia certezza del diritto con la velocizzazione delle risposte ed indennizzi sicuri e tempestivi. Terzo, monitoraggio e registrazione dei danni. Quarto, gestione del randagismo, dando piena applicazione alle norme sul randagismo e la gestione dei propri animali domestici, favorendo il monitoraggio del rispetto delle norme di registrazione e dichiarazione dei propri animali e riducano drasticamente il fenomeno dei cani vaganti e randagi. E infine, allontanare gli intrusi, cioè gli ibridi selvatici lupo-cane che possono costituire una minaccia per il patrimonio zootecnico e prima di tutto minacciano la stessa conservazione della specie lupo.
L’intervento del Wwf arriva dopo che, negli ultimi due mesi, c’è stata una forte escalation di predatori presi a fucilate e ostentati nelle piazze o sulle strade. «È dagli anni ’70 che non assistevamo ad un accanimento tanto grave su una specie simbolo – spiega Dante Caserta, presidente del Wwf Italia –. Questi ripetuti atti di bracconaggio sono da condannare sotto qualsiasi aspetto e nessuna situazione, per quanto difficile, può motivarli né tantomeno giustificarli. Dopo aver vissuto per decenni sull’orlo dell’estinzione, il lupo è tornato a popolare montagne e vallate grazie agli sforzi di associazioni, istituzioni e mondo della ricerca. Sebbene questo possa comportare talvolta un’interazione problematica con alcune attività umane quali l’allevamento zootecnico, non vuol dire che la convivenza tra uomo-lupo non sia possibile, come dimostrano i dati e i tanti progetti già realizzati».
La risposta, secondo il Wwf, deve essere «una politica nazionale che tuteli il lupo e favorisca allo stesso tempo il corretto e adeguato allevamento zootecnico è possibile e si deve ricercare, ma per lavorare lungo questa strada devono essere promossi interventi seri e ognuno di questi punti non può essere sufficiente da solo, l'intero percorso deve essere messo in atto. Qualsiasi altro tentativo di scorciatoia (legale o illegale che sia) non può che essere perdente, per tutti e per il paese».
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