Il dolore
«Una piazza per Paolo Costagliola»
PORTO ERCOLE. «Intitoliamo una piazza di Porto Ercole a Paolo Costagliola, un nostro concittadino che possiamo definire un eroe». L'appello viene da un nutrito gruppo di abitanti della frazione,...
PORTO ERCOLE. «Intitoliamo una piazza di Porto Ercole a Paolo Costagliola, un nostro concittadino che possiamo definire un eroe». L'appello viene da un nutrito gruppo di abitanti della frazione, molti dei quali appartenenti al gruppo di Facebook “Presidio portercolese”. I sostenitori della “Piazza Costagliola Eroe” fanno sentire la loro voce, ribadendo peraltro che la cosa è fattibile poiché il “signor Paolo” come era noto da queste parti, è morto da oltre dieci anni. Ma chi era e, soprattutto, cosa ha compiuto di tanto lodevole Costagliola? La sua storia è emersa poco dopo la sua scomparsa grazie ad un racconto di Alberto Bistazzoni sul sito portoercole.org. Bistazzoni ha avuto la fortuna di incontrare Costagliola e di ascoltare dalla sua voce quel che accadde al sommergibile Macallè e al suo equipaggio tra il 10 e il 22 giugno 1940. Quel mostro di 615 tonnellate di stazza che nella seconda guerra mondiale fu inviato da Massaua, dove si trovava, a Port Sudan. Circa 55 ore di navigazione senza poter essere areato per timore di intercettazioni da parte di incrociatori inglesi. Così il cloruro di metile usato per refrigerare il sommergibile finì con l'intossicare l'intero equipaggio. Tutti in stato confusionale con il Macallè che si incaglia su un'isola e affonda sotto gli occhi dei suoi uomini sempre più offuscati dal gas. Solo il nocchiere Costagliola e altri due riescono a portare tutti in salvo su un piccolo battello. Un'inpresa epica che oltre a far meritare all'eroe portercolese il nome di una piazza è stata proposta anche per un film.
Paola Tana
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