Sicurezza
Meno esuberi nel piano dell’Eurovinil
Trovato l’accordo sui licenziamenti proposti dall’azienda grazie al demansionamento e al part-time
L’accordo è stato trovato. All’Eurovinil, i posti che si perderanno con questo inizio di 2014 non sono 17, ma saranno alcuni meno.
Ieri, la Provincia di Grosseto, alla presenza di Massimo Caramelli quale responsabile del servizio lavoro, del direttore generale di Eurovinil Tommaso Canapa, del responsabile risorse umane Paolo Ruggiero, del direttore di Confindustria Antonio Capone, dei rappresentanti della Rsu e dei segretari provinciali di categoria dei sindacati è stato firmato l’accordo che prevede un minor numero di posti di lavoro tagliati. Un piano al quale l’azienda che produce tende da campeggio per la protezione civile e zattere di salvatggio è arrivata dopo che dalla capofila inglese, la Survitech, è stato chiesto di abbattere i costi dell’Eurovinil, pena la chiusura dello stabilimento. Tagli, quindi, decisi in Inghilterra.
A Grosseto però, dove non si ragiona di soli calcoli, i sindacati e la proprietà sono arrivati a tagliare meno di quello che avrebbero dovuto utilizzando un sistema, che ora dovrà avere l’ok dei dipendenti: saranno chiamati infatti a svolgere anche incarichi di mansione inferiore a quella prevista dal loro contratto, mantenendo però lo stesso stipendio o scegliendo ad esempio di lavorare part time. «Il piano potrà passare se ci sarà solidarietà tra i lavoratori - spiega Fabio della Spora, segretario della Femca Cisl - Molto dipenderà da questo per capire quanti posti verranno tagliati in quello stabilimento». Prima della fine di gennaio sarà difficile che il piano sia a punto. «Le gare d’appalto sono state ridotte - dice ancora il sindacalista - e ci sono più concorrenti perché ora i bandi sono tutti europei. L'ultima gara per le tende per la protezione civile all'estero, l'ha vinta un’azienda francese».
La manovra approvata da Confindustria e dai sindacata è stata fatta per ridurre i costi interni all'azienda che erano eccessivi.
«C'è da sperare che qualcosa riprenda e non si continui su questa strada - dice Della Spora - perché quello che interessa a noi è salvaguardare il maggior numero di persone possibili. Per questo abbiamo deciso di tentare la carta della riorganizzazione interna sfruttando anche orari di lavoro più corti e il demansionamento».
(f.g.)
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