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Il comprensivo di Santa Fiora resta ancora senza il preside

Il comprensivo di Santa Fiora resta ancora senza il preside

GROSSETO. Tutte accolte, in giunta regionale, le richieste della Provinca di Grosseto sull’offerta formativa che sarà adottata il prossimo anno scolastico dalle elementari alle superiori. La giunta...

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GROSSETO. Tutte accolte, in giunta regionale, le richieste della Provinca di Grosseto sull’offerta formativa che sarà adottata il prossimo anno scolastico dalle elementari alle superiori.

La giunta si è pronunciata lo scorso 23 dicembre (delibera 1146) e, come da programma, le novità sono due. L’indirizzo coreutico alla scuola media Neghelli di Orbetello (che fa parte dell’istituto comprensivo Don Lorenzo Milani) e il liceo sportivo al Polo Aldi di Grosseto. Nessuna novità, purtroppo, per il comprensivo di Santa Fiora, una delle dodici scuole del primo ciclo sottodimensionate (nove delle quali in zone montane) in tutta la regione.

«Sottodimensionato – spiega l’assessore provinciale all’Istruzione, Cinzia Tacconi – significa che non raggiunge il numero di iscritti sufficiente ad avere un dirigente scolastico in sede, che è di 400 allievi». A settembre, dunque, i bambini che varcheranno la soglia della scuola non troveranno il preside ad accoglierli. «Al momento la dirigenta scolastica quella che fa capo al comprensorio Castel del Piano-Arcidosso – spiega l’assessore – anche se c’è un impegno da parte della Regione a inviarci appena possibile un preside, in virtù del fatto che la Toscana ha un “debito” di dirigenti scolastici verso il ministero, visto che è stata una delle Regioni dove più forte è stato il sottodimensionamento. Ora, visto che non è pensabile che in un territorio vasto come l’Amiata si possa accorpare tutti gli istituti, attendiamo una risposta per il futuro».

«Abbiamo apprezzato – sottolinea Stella Targetti, vicepresidente della Regione con delega all’Istruzione – il comportamento degli enti locali con la loro sostanziale adesione alle linee guida a suo tempo diffuse dalla Regione: nell’interesse del mondo della scuola, ci aspetta infatti un’azione puntata non tanto sulla quantità dell’offerta formativa quanto sulla sua qualità». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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