Sicurezza
I cacciatori sul lupo: «Non ha nemici naturali»
Il punto di vista di Adrio Tenucci: «Giusto reinserirlo, ma adesso si riproduce con troppa facilità. La popolazione nei boschi è più numerosa di quanto si pensi»
GROSSETO. Adrio Tenucci è cacciatore da lunga data, ma soprattutto un uomo conosciuto per il buon senso, l'esperienza e la prudenza, caratteristiche che mette in campo nello svolgere l'attività venatoria e anche nell'affrontare, a parole, ogni tematica inerente la caccia. Vive a Talamone e nei giorni scorsi ci ha inviato un intervento su un tema di stringente attualità: il lupo. «In Maremma il lupo è ricomparso una quindicina di anni fa e ne è stato favorito il ritorno per ristabilire un equilibrio ecologico naturale. In via di principio l'idea potrebbe essere giusta se applicata in luoghi idonei. È vero che i lupi mangiano i cuccioli dei cinghiali, dei caprioli, dei daini, lepri, ma questi “bocconi” sono liberi e non si concedono facilmente ai denti del lupo, mentre le greggi sono prede più facili, specialmente la notte quando sono chiuse nei recinti. Ora bisogna considerare che il lupo, nei nostri territori, non ha nemici naturali ed essendo protetto dalla legge, si riproduce liberamente. Aumentando di numero è uscito dai confini dei parchi. Ecco, io credo sia giunto il momento che le autorità competenti studino il problema e trovino la giusta soluzione per il contenimento».
«Il lupo - prosegue Tenucci - è un animale nei confronti del quale l'uomo ha dei sentimenti tra loro contrastanti, che vanno dall'ammirazione al timore, alla competizione per il dominio del territorio e le sue risorse faunistiche. È un animale che ha il diritto di vivere sulla terra, come tutti gli altri animali selvatici, ma negli spazi silvestri lontano da quelli dove l'uomo svolge le sue attività. I parchi sono delle bellissime e utilissime istituzioni, per la salvaguardia, la tutela, la promozione dell'ambiente, ma io credo che non si dovrebbero creare dei parchi vicino ai centri abitati, come invece accade molto spesso in Italia, perché poi all'interno di questi parchi vivono animali - come il lupo - che indisturbati e in assenza di predatori e competitori si sviluppano oltre la capienza dei territori. Allora interviene l'uomo per ristabilire l'equilibrio con azioni di contenimento. E qui cominciano le contrapposizioni fra le idee degli ambientalisti-animalisti, gli agricoltori, i cacciatori, categoria di cittadini, quest'ultima, mal visti e considerati dei cinici uccisori. Voglio però ricordare che sin dai primordi dell'umanità la caccia era l'unica fonte di sostentamento e dava la possibilità alla razza umana di sopravvivere. Così sono giunti a noi anche gli ecologisti…».
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