Sicurezza
Fusione dei comuni Nuova fumata nera nel primo consiglio 2014
L’assemblea di Arcidosso torna sul tema dell’ente unico Per la compagnia dei carabinieri nascerà una commissione
ARCIDOSSO. Si è parlato di nuovo di fusione nel consiglio comunale di Arcidosso del 7 gennaio scorso, in un’assise sollecitata dallo stesso prefetto di Grosseto – che di recente è stata in visita sull’Amiata – a cui si era rivolta la minoranza in consiglio comunale guidata da Michele Nannetti. E per l’ennesima volta le parti sono rimaste l’una contro l’altra armata.
La minoranza vede nella fusione la panacea di tutti i mali e che persegue con convinzione questa strada di organizzazione istituzionale dei comuni; la maggioranza le ricorda che adesso che si è scelto la via dell’Unione è bene percorrere questa via già un pezzo avanti. «Con la fusione si risparmia», ha continuato a dire la minoranza di Nannetti.
«L’unione è un modello unitario che salvaguarda le autonomie comunali», ha ripetuto il sindaco Emilio Landi. E anche l’assessore Massimo Feri, del quale si era parlato come un ipotetico e dissidente fautore della fusione, ha dichiarato che non è affatto così, ma che la sua posizione è esattamente identica a quella della maggioranza.
Insomma un consiglio, per gli esiti finali, doppione del precedente, tanto che il sindaco ha detto che «alla fine la minoranza è anche irrispettosa delle decisioni prese a maggioranza e che la democrazia vuole che queste decisioni vengano in fondo accettate anche da chi non le condivide, se rispecchiano l’opinione maggioritaria».
Ma prima di iniziare il consiglio, il sindaco ha affrontato un altro argomento caldo, quello della trasformazione della Compagnia dei carabinieri in tenenza. Una razionalizzazione temuta e chiacchieratissima. D’accordo maggioranza e opposizione a trovarsi fra qualche giorno per istituire una commissione che chiederà abboccamenti col Ministero della difesa e col Comando generale per stoppare un’operazione che non piace a nessuno e che lascerebbe l’Amiata sguarnita di un centro operativo fondamentale. La commissione sarà formata da consiglieri di maggioranza e di opposizione del comune e dell’Unione, essendo, questo, un problema comprensoriale. La minoranza ha insistito perché ne facciano parte anche «alcuni membri della società civile», mentre il sindaco lo ha escluso.
«La commissione sarà rigorosamente istituzionale – afferma – con tre consiglieri di maggioranza e due di minoranza e esponenti politici dell’Unione. Escludo categoricamente presenza di membri della società civile».
Per sciogliere il nodo carabinieri, è stato programmato pure un incontro pubblico con la partecipazione anche di rappresentanti dell'Arma e di altre autorità.
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