Il dolore
Condannato per l’orto e la scala sull’argine del fosso
FOLLONICA. Attenzione: non si può coltivare un orto sull'argine dei corsi d'acqua. Non soltanto l'ente responsabile può ordinare la rimozione ma si rischia anche un processo in caso di inosservanza...
FOLLONICA. Attenzione: non si può coltivare un orto sull'argine dei corsi d'acqua. Non soltanto l'ente responsabile può ordinare la rimozione ma si rischia anche un processo in caso di inosservanza delle disposizioni. Così è capitato a un follonichese, Stefano Biagini, 67 anni, che si è visto condannare a una pena sostanzialmente modesta: 206 euro di ammenda.
Quanto passato davanti agli occhi del giudice Sergio Compagnucci era avvenuto nel 2009 in località Cafaggi di Follonica. L'argine è quello sinistro del fosso Vallino. Nel luglio di quell'anno, gli agenti della polizia provinciale avevano effettuato un sopralluogo e avevano ordinato successivamente a Biagini un provvedimento della Provinvia (area infrastrutture) in cui si ordinava la rimozione entro dieci giorni delle coltivazioni e delle strutture che sarebbero risultate idonee ad alterare la funzione e l'uso degli argini. La Provincia avvertiva che in caso di inosservanza, sarebbe scattata una denuncia. Biagini aveva inizialmente risposto alla stessa Provincia spiegando che si trattava di una installazione di ben poco conto: la scarpata era stata utilizzata per coltivare alcuni ortaggi e quella che era stata realizzata era una scaletta non infissa al suolo. Secondo il giudice, Biagini aveva contestato con "toni sarcastici" l'ingiunzione dell'amministrazione provinciale "invitandola espressamente a desistere dal denunciarlo penalmente, onde scongiurare all'autorità giudiziaria un'inutile perdita di tempo". Invece né la Provincia né la Procura avevano trascurato la vicenda. Si era aperto il processo e il difensore aveva tra l'altro sostenuto che quelle installazioni non mettevano in pericolo la sicurezza pubblica. Il pm onorario Tozzi aveva sollecitato 100 euro di ammenda. Il giudice ha invece ritenuto che la Provincia avesse ragione quando sottolineava l'incidenza di quelle installazioni sull'uso e sulla funzione degli argini. Qualsiasi piantagione sugli argini è vietata tra l'altro da una legge del 1904. L'ordine era giustificato e il non adempimento - addirittura con una "sfida" alla Provincia - è dunque punibile, nota ancora il giudice. La pena non è stata sospesa a causa dei precedenti di Biagini, che adesso dovrà pagare l'ammenda qualora la difesa non presenti appello. (p.s.)
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