Il Tirreno

Grosseto

«Anziani come fantasmi dimenticati»

di Ivana Agostini

Lo sfogo di Adriano Bertaggia: mio padre ha 80 anni, dopo l’alluvione non ha avuto un soldo. E non ha la forza di ripartire

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ALBINIA. “Un popolo di fantasmi, di dimenticati” così Adriano Bertaggia, che a lungo ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale nel comune di Orbetello ed è stato anche dirigente del Partito Democratico, definisce gli anziani come suo padre Settimo, vittime del disastro alluvionale.

Quello di Bertaggia è uno sfogo che fa riflettere. Scrive una lettera per conto dei suoi genitori “poco acculturati e ultraottantenni” a cui, scrive lui stesso “l'alluvione ha strappato un sogno e intristito la loro modesta vita perché è impossibile ricominciare a 80 anni per mancanza di forza fisica ma sopratutto mentale”.

Settimo Bertaggia che ha ossessionato il figlio affinchè scrivesse “è molto arrabbiato, dice nella lettera scritta per mano del figlio, con il destino, ma da qualche giorno lo è anche con le istituzioni Regione, Provincia, Comune, da quando cioè ha ricevuto la lettera per il rimborso dei danni subiti, ed ha scoperto che, non ritrovando alcune fatture (chissà dove aveva la testa in quei giorni, in fondo è comprensibile) e avendo fatto molti lavori in proprio, grazie alla solidarietà di tanti amici, non riceverà nessun rimborso nonostante i tecnici comunali abbiano riscontrato e certificato un danno di quasi 20 mila euro”.

Una situazione quella del signor Bertaggia comune a molti altri alluvionati che hanno cercato di rifare da soli, con le loro forze, con la loro capacità oppure aiutati dalla operosa solidarierà di amici e parenti. Settimo Bertaggia prosegue “ringrazio i miei figli e mi chiedo come possano fare quelle persone che non hanno nessuno che li aiuta a districarsi fra mille cavilli burocratici e mille domande, a dover andare a Orbetello perchè ad Albinia non esiste un ufficio distaccato per le pratiche. Sono tutte cose di cui io parlo con altri vecchi come me sulle panchine”.

«Mio padre è arrabbiato – spiega Adriano Bertaggia – perchè ha presentato tutte le documentazioni richieste nei termini stabiliti, ha fatto tutto nei termini di legge e ora è furibondo dopo che è venuto a conoscenza della questione dell'opera teatrale e ha detto, perchè non l'hanno fatta in piazza? Vuole dal Comune risposte certe e inequivocabili». Adriano Bertaggia precisa che «non permetterà a nessuno di mettere in dubbio l'onestà intellettuale di suo padre» e proprio in virtù del ruolo che ha ricoperto in passato «pensando di capire qualcosa in materia di pubblica amministrazione – dice – chiedo a nome di mio padre che il sindaco spieghi la questione dello spettacolo teatrale svoltosi il 31 dicembre e dei 4700 euro dati all'associazione teatrale. In virtù della spending rewiew – prosegue Bertaggia – sarebbero vietate le sponsorizzazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. Il regolamento comunale citato nella delibera è del 2005 e non è mai stato aggiornato, ma la legge dello Stato, che è superiore, deve essere applicata dal 2011. La concessione del patrocinio e di un contributo per una finalità privata peraltro a pagamento e quindi con scopo di lucro è vietato dal 2011. Se è vero che si tratta di un contributo per un’associazione privata ciò è vietato dalla normativa che vieta le sponsorizzazioni, perchè se così è c'è un lucro che viene dal prezzo del biglietto, che certifica che non vi è gratuità. In pratica, prosegue, quello avvenuto il 31 dicembre non è un servizio pubblico e neppure un ampliamento di un servizio pubblico ed allora cos’è? Può darsi che tutte queste mie considerazioni siano errate, dato che sono solo diplomato, e quindi non acculturato, pertanto sarà un piacere essere smentiti, io ed il mio babbo dal sindaco Paffetti. Resta il fatto, come ha considerato Settimo, ma perché non rendere tutti partecipi di un momento particolare di gioia e di festa, perché non condividere, ma ritrovarsi in pochi fortunati? Siamo una collettività o lo sono solo i 5.000 voti?»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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