Il Tirreno

Grosseto

La scuola è sommersa dal guano degli storni

La scuola è sommersa dal guano degli storni

Migliaia di volatili scaricano escrementi in via Montebianco: famiglie infuriate

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GROSSETO. Lungo il marciapiede, sulle bici parcheggiate, nelle panchine, in ogni angolo delle strade, dei viali e della città .Negli utlimi giorni a Grosseto si è materializzato, e più forte che mai, “l’incubo guano”. Quello seminato da migliaia di storni che hanno sorvolato il cielo cittadino spargendo escrementi ovunque. Soprattutto alla scuola elementare di via Montebianco il problema è diventato a tratti drammatico, facendo andare su tutte le furie decine di famiglie che accompagnando i bambini in classe si sono trovate a calpestare «un centimetro di guano». Il cortile della scuola, ieri, è stato “interdetto” ai bambini: la dirigente ha disposto il divieto d’accesso, con un avviso sulla lavagna.

Una mamma ha chiamato la polizia municipale. Un’altra ha chiesto l’intervento dell’ufficio igiene e chiarimenti urgenti sul fronte igienico. Un’altra ha chiamato le altre famiglie a raccolta per organizzare una protesta (stamani dalle 8 in poi) proprio davanti alla scuola: un blocco della strada per risolvere una situazione che si trascina da prima di Natale, e non solo a Grosseto. È serpeggiata anche l’ipotesi di non mandare i figli a scuola.

In via Montebianco le madri infuriate sono per lo più quelle delle “terze classi”. «I nostri figli hanno dovuto camminare su un tappeto di escrementi», racconta una di loro stilando il suo cahier de doléances. «Bambini sporchi, scarpe sporche, ruote degli zaini sporche. Qualche figliolo ha pure rimesso». Per non parlare di tutti quelli che sono entrati in aula con la coltre di melma attaccata alla suola, e se la sono portata a casa con «tutte le implicazioni igieniche del caso. Gli uccelli si sa portano infezioni». E pare che a scuola il personale abbia pure vietato ai bambini, ieri, di accedere al cortile “impestato”. «È una situazione inaccettabile - sbotta un’altra madre - Non è giusto che nel 2014 e proprio in prossimità di una scuola venga lasciato un degrado simile».

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